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Ottanta morti a Musa Qala. Sabato
sera i danesi che affiancano le forze britanniche nel
distretto di Musa Qala, provincia meridionale di Helmand, sono state
attaccate da un gruppo di miliziani. Nella battaglia che ne è
seguita, durata ore, le truppe hanno chiesto l'intervento
dell'aviazione Nato che ha bombardato la zona. Secondo un portavoce
dell'Alleanza Atlantica, "tra i settanta e gli ottanta insorti"
sarebbero stati uccisi nell'operazione. Come in ogni bombardamento,
per sua natura indiscriminato, è probabile che parte della
vittime fossero in realtà civili, come è successo nella stessa zona una settimana
fa. Il distretto di Musa Qala è
stato teatro, nei mesi scorsi, di una discussa “tregua” che ha
portato le truppe britanniche a lasciare le loro postazioni e a
ritirarsi verso la capitale della provincia, Lashkargah. Mentre Isaf
ha dichiarato di avere raggiunto un accordo con gli anziani del
villaggio, che prevedeva il ritiro delle truppe dal campo in cambio
della protezione dagli attacchi talebani delle pattuglie che
transitavano sul territorio, i critici dell'operazione – tra cui
l'inviato speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, che si era
detto “a disagio” per la tregua - accusavano il
comando britannico di avere negoziato direttamente con i talebani.
L'accordo, però, evidentemente non ha funzionato come nelle
intenzioni: gli attacchi contro le truppe straniere sono proseguiti
senza sosta, e l'aviazione Nato ha ripetutamente bombardato la zona
nelle ultime settimane, uccidendo anche diversi civili.
Attentati suicidi e sparatorie.
Domenica, un attentatore suicida ha attaccato un convoglio di truppe
britanniche nella città di Kandahar, capitale dell'omonima
provincia meridionale, ferendo tre soldati britannici. La Nato ha
contato, dall'inizio dell'anno, 105 attentati kamikaze, la maggior
parte nelle turbolente province meridionali. Secondo fonti
ospedaliere, tre civili sarebbero morti e altri diciannove sarebbero
rimasti feriti nell'esplosione. Un numero imprecisato di civili
afgani sono rimasti invece feriti o uccisi dalle truppe britanniche,
che hanno aperto il fuoco su alcune macchine e motociclette mentre
scappavano dal luogo dell'attentato, secondo quanto riportato da
diversi testimoni, tra cui un reporter di Associated Press. Un
portavoce della Nato ha dichiarato che è stata aperta
un'indagine per chiarire l'accaduto. Lo stesso giorno, sei miliziani
talebani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia
afgana nella provincia di Kandahar, distretto di Jalai. Sempre
domenica, nella provincia meridionale di Helmand, distretto di Now
Zad, le forze della Nato hanno ucciso cinque talebani in uno scontro
a fuoco in cui anche due soldati Isaf sono rimasti feriti. Nella
provincia meridionale di Zabul, nei pressi della città di
Qalat, le forze di polizia afgane hanno ucciso cinque talebani in una
sparatoria. Nella provincia di Kandahar, distretto di Zhari, tre
miliziani talebani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con la
polizia. Cecilia Strada