Prima o poi tutti sapevano che questo momento sarebbe arrivato. Fidel Castro
non è eterno e i suoi più stretti collaboratori dovevano per forza di cose decidere
il futuro dell’isola. Ci ha pensato Raul Castro, vicepresidente e attuale guida
di Cuba a fare il primo passo cercando di portare il paese verso la fine dell’isolamento
pluridecennale che ha messo in ginocchio tutti i cubani.
Compleanno. Durante le cerimonie organizzate per festeggiare l’ottantesimo compleanno di
Fidel Castro, alle quali il Lider Maximo aveva già fatto sapere in settimana di
non poter partecipare per via della recupero post operazione, il fratello Raul,
ha aperto le porte al dialogo con l’amministrazione di Washington.
I rapporti fra le due nazioni sono deteriorati da più di quattro decenni e la
notizia giunta dall’Havana ha lasciato tutti un po’ perplessi.
Che Raul avesse una visione differente da quella di Fidel si
sapeva, ma in pochi si sarebbero immaginati una simile apertura proprio
mentre Fidel si trova in difficoltà sanitarie.
I fatti. Raul, ha anche assicurato che “L’Havana è disposta a risolvere al tavolo dei
negoziati le prolungate incomprensioni tra Usa e Cuba” sottolineando in modo particolare
che il dialogo fra le parti dovrà essere “paritario”.
L’amministrazione statunitense, secondo quanto detto da Raul castro, “dovrà accettare
che che Cuba è un paese che non tollera qualsiasi riduzione della propria indipendenza
e è disposta a dialogare sulla base di principi di uguaglianza, reciprocità”.
Fidel non si è presentato alle cerimonie per il suo compleanno e
questa dichiarazione, che ha molto in comune ad un colpo di teatro,
potrebbe essere un modo per lasciare definitivamente la scena. Oggi per
Cuba inizia un nuovo periodo storico.