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A mali estremi, estremi rimedi. Uno dei dati più
gravi è che i giovani uccisi da colpi di arma da fuoco sono aumentati in
proporzione più nei luoghi remoti del Brasile che nelle grandi metropoli. La
ragione è la ferrea politica di sicurezza inaugurata nelle città, a discapito
delle zone interne, che però sono lontane dallo strappare il riprovevole
scettro a Rio de Janeiro, dove ogni centomila abitanti cadono vittima delle
pallottole 102 ragazzi. Una città come la capitale carioca vede morire circa
trecento bambini all’anno per via delle armi di piccolo calibro e un giovane ha
cinque possibilità in più di essere ammazzato a Rio che a New York.
Impennata nel weekend. È eclatante che quasi tutti i
giovani ammazzati siano neri. La statistica riporta che i ragazzi di colore hanno
molte probabilità in più di venire uccisi per questioni di narcotraffico o per
mano della polizia rispetto ai bianchi.
Sotto tiro. “Molti di questi bambini non sono mai
usciti dalle favelas dove sono cresciuti - spiega Eduardo Azevedo, portavoce
dell’Osservatorio – la loro immaginazione è limitata. Possono anche non
rendersi conto che ci sono altre opportunità là fuori”.
Stella Spinelli
Parole chiave: Brasile, gang, narcotraffico, mortalità infantile, giovani, armi da fuoco