Presidenziali 2006: Manuel Rosales contro Hugo Chavez. Il Venezuela fra passato e futuro
Da una parte il carismatico Hugo Chavez, bolivariano convinto, fautore delle
buone relazioni con tutti i paesi dell’America Latina, soprattutto con Fidel Castro,
e nemico del presidente Bush. Dall’altra lo sfidante, Manuel Rosales, governatore
dello stato di Zulia, uomo nuovo del Venezuela dal curriculum vitae invidiabile.
L’appuntamento elettorale è per il prossimo 3 dicembre. Fra i due, secondo i sondaggi,
uno scarto di 20/30 punti percentuali a favore di Chavez. La campagna elettorale
venezuelana chiude ufficialmente giovedì prossimo.
Qui Rosales. “Non voglio essere un presidente che controlla i poteri. Voglio essere un presidente
che esercita le sue funzioni sotto il controllo dei poteri dello stato, aiutatemi
a diventare presidente”. Le braccia alzate a salutare la folla in un tripudio
di bandiere venezuelane, una camicia bianca a righe e un sorriso smagliante: questo
è Manuel Rosales, leader di Unità Nazionale e governatore in aspettativa dello
stato di Zulia (dove sono concentrati i pozzi petroliferi).
Da un palco collocato sull’autostrada che passa a est della capitale Caracas,
Rosales ha chiuso (in anticipi considerando che poteva andare avanti fino a venerdì
prossimo) la sua campagna elettorale senza risparmiare critiche e accuse al suo
diretto avversario. “Non si possono regalare le nostre ricchezze agli altri paesi”
ha detto Rosales riferendosi al petrolio destinato a Cuba, Haiti e altre nazioni
amiche di Chavez. Argomento, quello delle risorse del Paese, caro a entrambi
i candidati e sul quale, sia Chavez sia Rosales hanno puntato molto. Ma le polemiche
maggiori sono scaturite quando la formazione politica di Rosales ha incolpato
il governo di aver in qualche modo impedito ai simpatizzanti di Unità Nazionale
di raggiungere il luogo del comizio, deviando le strade per lavori di manutenzione.
Il programma di governo di Rosales, comunque, punta molto sulla ridistribuzione
delle ricchezze derivate dalla vendita del petrolio, sulla creazione del salario
minimo garantito per i disoccupati, miglioramento dei programmi sociali, guerra
alle discriminazioni politiche e religiose.
E la scuola. Sull’istruzione Rosales ha le idee molto chiare, vuole creare un
modello educativo che permetta una formazione scolastica di alto livello dal primo
anno di scuola all’ultimo. Non ha dimenticato, però, di inserire nel programma
di governo la sanità: vuole portarla ad alti livelli iniziando col costruire una
fitta rete di nuovi ospedali e adottando programmi che assistano le donne durante
la gravidanza, i neonati e gli anziani. E poi difesa dell’ambiente, relazioni
internazionali, politica industriale e diritto alla casa, tutte visioni integrali
per migliorare la qualità di vita dei venezuelani. E come primo atto se dovesse
vincere, Rosales, firmerà il decreto per la carta di credito ‘Mi Negra’, con la
quale i poveri potranno ricevere parte dei proventi della vendita del petrolio
che attualmente “vengono regalati ad altre nazioni”.
Qui Chavez. Classica camicia rosso intenso, Chavez non si è risparmiato (come del resto il
suo avversario) critiche e frasi spettacolari, durante le due ore di comizio,
confermando di non essere certamente un politico che sta a guardare, ma che cerca la terza affermazione presidenziale.
Chiudendo Caracas la sua campagna elettorale davanti a centinaia di migliaia di
persone, ha dimostrato di credere nella vittoria finale. “Siamo pronti per dare
una grande lezione a Rosales. Vinceremo come un pugile, per ko. Non c’è spazio
in Venezuela per nessun altro progetto che non sia quello della rivoluzione bolivariana”.
Indicando Rosales come candidato dell’impero, l’attuale presidente ha ricordato
alla folla che lo acclamava: “Non dimentichiamo che ci staimo scontrando con il
diavolo, che è il governo imperialista degli Usa. Questo è il vero nostro avversario.
L’impero più potente della terra”. E riferendosi agli osservatori internazionali
che saranno presenti domenica nei seggi venezuelani, ha confermato che le elezioni
si svolgeranno in modo regolare: "Voi sarete testimoni di un’altra grande vittoria
del popolo venezuelano, dite la verità al mondo”