05/12/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Pubblicate nuove indicazioni sul trattamento delle malattie tropicali dimenticate
Prevenire i danni causati dall’infezione, usare i farmaci prima che sia troppo tardi. Questa la nuova rotta che intende seguire l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per mettere sotto controllo malattie che ogni anno colpiscono oltre un miliardo di persone nel mondo. Cecità del fiume, elefantiasi, schistosomiasi ed elmintiasi, malattie parassitarie che hanno effetti negativi sulla crescita e lo sviluppo dei bambini, causano complicanze in gravidanza, nascita di neonati sottopeso, invalidità, cecità, emarginazione sociale. Malattie che influenzano negativamente l’economia e la produttività dei paesi ove sono diffuse.

Vietnam. Foto di Maria Serena Lunghi. Come un vaccino. L’Oms, insieme con oltre 25 organizzazioni, ha elaborato una nuova strategia, spiegata in un manuale (Preventive Chemotherapy in Human Helminthiasis) pubblicato a fine ottobre.
“Una terapia farmacologica preventiva non impedisce necessariamente il verificarsi dell’infezione, ma può aiutare nel ridurne la trasmissione", spiega Lorenzo Savioli, direttore del Dipartimento per il controllo delle Malattie tropicali dimenticate dell’Oms. "La prevenzione con i farmaci migliora immediatamente la salute e previene malattie irreversibili nell’adulto. Come proteggiamo per tutta la vita le persone nei confronti di diverse malattie prevenibili con le vaccinazioni, l’utilizzo regolare e coordinato di pochi farmaci può proteggerle da quelle parassitarie, migliorare le prestazioni scolastiche dei bambini e la produttività economica degli adulti”.

Tanzania. Foto di Maria Serena Lunghi. Coordinamento con le realtà locali. La nuova strada prevede l’unione delle forze contro le malattie dimenticate nei diversi Paesi, con il coordinamento delle attività dei diversi attori in campo: agenzie, Ong, compagnie farmaceutiche e altre ancora. “Siamo di fronte a paesi in cui queste malattie sono endemiche, in genere ci sono già programmi in funzione: bisogna cercare di integrarli o di farli funzionare insieme, secondo le indicazioni fornite dal manuale sull’utilizzo dei farmaci a disposizione” spiega a PeaceReporter Francesco Rio, del Dipartimento per il controllo delle Malattie tropicali dimenticate dell’Oms. Le teorie generali sul trattamento delle diverse malattie verranno inserite nel contesto dei singoli paesi ove sono diffuse, legandole alle possibilità sanitarie locali, ai rischi, ai programmi già presenti, alle condizioni ambientali: una personalizzazione nell’applicazione delle linee guida del manuale, un intervento impostato con chi lavora e vive direttamente nel paese e lo conosce a fondo. “Naturalmente ci sono i Paesi che cominceranno prima perché più sensibilizzati, con un sistema sanitario maggiormente ricettivo, una estensione geografica minore. Sarà un programma che procederà per tappe successive, portando un nuovo modo di lavorare”, dice Rio. “La novità risiede soprattutto nel modo di dare le medicine. In un modo integrato, ma soprattutto per prevenire, non solo per curare. Idealmente, vorremmo arrivare a far considerare questi interventi proprio come le vaccinazioni, che fanno parte del sistema sanitario”.

Vietnam. Foto di Maria Serena Lunghi. Il lavoro di Carlo Urbani. Un diverso modo di porsi, che fa pensare al lavoro di Carlo Urbani, epidemiologo italiano morto a 46 anni di Sars (Sindrome respiratoria acuta grave), malattia che lui stesso contribuì a identificare in Vietnam, ove era con l’Oms. Alla fine degli anni novanta Urbani si occupava in Cambogia di malattie parassitarie. “Ha lavorato su un nuovo approccio nel controllo del parassita responsabile della schistosomiasi intestinale trasmessa dalle acque del fiume Mekong”, racconta Savioli. “Se non trattata, questa parassitosi causa danni irreversibili al fegato e può essere mortale. Urbani capì il legame fra il gioco dei bambini sulle rive del fiume e la trasmissione dell’infezione: con un questionario dato nelle diverse scuole, identificò quelle frequentate dai bimbi con abitudini che li ponevano a rischio di infezione. Ora i bambini in Cambogia ricevono farmaci con regolarità per prevenire complicazioni gravi in età adulta”. Un atteggiamento di prevenzione che Urbani portò con sé anche nel successivo impegno in Vietnam, per altri tipi di infezioni intestinali, ove ancora una volta il trattamento regolare può prevenire complicazioni gravi.

 

Valeria Confalonieri

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