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Un piatto molto ricco. Nel mercato dei servizi dedicati alla salute si calcola girino ogni anno oltre
3mila miliardi di dollari, una cifra che fa gola e porta con sé illeciti e abusi.
Secondo quanto riportato dall’Oms, solo nel campo dei prodotti farmaceutici vengono spesi ogni anno 50 miliardi
di dollari e circa un quarto delle medicine acquistate viene perso in seguito
a truffe e pratiche di corruzione. I farmaci, prima di arrivare ai malati che
ne hanno bisogno, seguono diversi passaggi intermedi nella catena di produzione
e distribuzione, con svariate frodi. L’Oms indica: corruzione dei funzionari statali nella registrazione dei farmaci senza
le informazioni richieste; rallentamento deliberato da parte dei funzionari statali
rispetto alle procedure di registrazione per la richiesta di pagamenti ai fornitori;
favoritismi nella selezione delle persone che si occupano della registrazione
e regolamentazione dei farmaci, senza attenzione ai meriti professionali; furti
e appropriazione indebita nella catena di produzione.
Buco nero delle terapie. Secondo quanto riportato a febbraio in un rapporto globale sulla corruzione
rilasciato da Trasparency International (organizzazione non governativa contro la corruzione con rappresentanti di oltre
90 Paesi), si è arrivati fino alla perdita di due farmaci su tre a seguito di
frodi. Di fronte a tali dati, Howard Zucker, assistente del Direttore generale
del settore tecnologico e farmaceutico dell’Oms, sottolinea come le popolazioni più povere si trovino di fronte non solo all’ampia
diffusione delle malattie, ma anche a un ridotto accesso alle cure necessarie.
“I Paesi devono affrontare questo problema e fare in modo che le preziose risorse
dedicate alla salute siano ben spese”.
La corruzione uccide. L’Oms prova dunque a opporsi a tale perdita di risorse, a scapito della salute e della
sopravvivenza dei malati di tutto il mondo. “Obiettivo globale del programma”
spiega a PeaceReporter Guitelle Baghdadi, dell’ufficio tecnico del settore dell’Oms che si occupa di standard e politiche farmaceutiche, “è vincere la corruzione
nel settore farmaceutico sia attraverso un rinforzo dei sistemi di regolazione
e di approvvigionamento nei Paesi, per arrivare a una maggiore trasparenza nelle
loro strutture e procedure, sia promuovendo l’integrità istituzionale, perché
i principi etici indirizzino e motivino il comportamento dei funzionari pubblici.
Siamo consapevoli che le pratiche di corruzione si realizzano in varie forme nei
diversi Paesi, a basso e alto reddito. Portano allo sperpero di enormi quantità
di soldi, che potrebbero essere utilizzati per acquistare una maggiore quantità
di medicine necessarie e per reclutare più personale nelle istituzioni sanitarie.
In parole semplici, la corruzione nel settore sanitario uccide. Grazie alla testimonianza
dei media, queste pratiche stanno, in parte, venendo alla luce”.
Valeria Confalonieri