06/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Spostarsi per le incombenze quotidiane può costare la vita, anche su due ruote
Circolare in auto nella capitale irachena può essere estenuante e pericoloso, ma in moto?
 
Motociclisti a un check point della capitaleUn anno fa, Hussein, un uomo di 37 anni di Baghdad, decise di acquistare un’auto, un modello coreano. Inizialmente gli pareva un lusso, visto che sotto il regime di Saddam le importazioni erano difficili e molto costose rispetto al reddito medio della popolazione. Ma dopo l’invasione statunitense il mercato delle auto si è aperto, il numero di veicoli in circolazione nella capitale irachena è esploso e le vie della città si sono riempite di lunghe code. Le necessità della sicurezza impongono alla polizia della capitale di piazzare un gran numero di check point e barriere per indirizzare il traffico e minimizzare i rischi per gli obiettivi sensibili, ma questo ha trasformato la rete stradale cittadina in un labirinto, sempre variabile, che manda in confusione gli iracheni al volante. Il boom delle auto inoltre ha  fatto crescere la domanda di carburante, mentre il numero crescente di attentati alle raffinerie ha fatto calare sensibilmente la produzione di benzina. Il risultato sono le lunghe code che si trovano nei pressi dei distributori, che sono oltretutto diventati un bersaglio degli attentatori.
 
Moto usata in un attentato a BassoraQuindi Hussein si rese conto di non aver fatto un grande acquisto, decise di vendere la sua auto per comprare una moto e per un po’ pensò che la sua vita fosse migliorata. Poteva procedere a zig zag tra le auto in fila e passare i check point con rapidità. La strada da casa sua al centro di Baghdad, che prima richiedeva un ora abbondante, era diventata una gimcana da 15 minuti col vento tra i capelli. Il commercio delle moto in Iraq non è controllato, i centauri non hanno bisogno di patente e le targhe non vengono nemmeno più emesse. Nel mercato al Fadhil di Baghdad, inoltre, si trovano moto usate a prezzi più che abbordabili. Così, sempre più persone scelgono di usare le due ruote per spostarsi più rapidamente e per evitare di usare i minibus e i taxi, che sono tra gli obbiettivi preferiti degli insorti. Anche in questo caso però, la comodità di Hussein è durata poco, perché oltre ai civili iracheni, anche gli insorti hanno iniziato a usare le moto, per trasformarle in bombe. Negli ultimi mesi ci sono stati numerosi episodi di attentati ai check point con motociclette imbottite di esplosivo, spesso fatte esplodere a distanza. Ora gli agenti della polizia sono più sospettosi quando vedono una moto, per cui i proprietari si sono trovati ad essere sottoposti a diversi controlli che prima potevano evitare, e sono di nuovo prigionieri dell'insicurezza a Baghdad.
 
Parole chiave: Iraq, auto, moto, attentati, chck point, benzina, petrolio
Categoria: Guerra, Risorse
Luogo: Iraq
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