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Erano diventati la principale attrazione del parco dei divertimenti 'Safari World' di Bangkok. Dopo il test del Dna che ha accertato la loro provenienza, la giungla del Borneo, 50 orang-utan torneranno finalmente a casa.
Uno spettacolo osceno. Fu un blitz congiunto condotto due anni fa dalla polizia thailandese e da quella
indonesiana nel parco divertimenti a rivelare che le condizioni in cui venivano
tenuti 115 orang-utan erano del tutto inadeguate sotto il profilo della salute
e dell'alimentazione. Inoltre, gli orang-utan non erano registrati alle autorità
sanitarie. Ma la vera ragione del raid era quella di indagare se gli spettacoli,
cui gli animali erano sottoposti per intrattenere il pubblico, dovessero essere
proibiti, e i gestori denunciati per maltrattamento di animali. I primati erano
diventati una delle principali attrazioni del Safari World. Oscenamente agghindati,
con guantoni da boxe e pantaloncini, si esibivano in incontri di kick-boxing su
veri e propri ring, con arbitro, campana e contasecondi. L'aberrante pratica vedeva
gli animali lottare tra di loro di fronte a un pubblico esaltato e vociante, mentre
orang-utan femmine sfilavano come vallette alla fine di ogni ring.
Finalmente liberi. Allora il direttore del parco dei divertimenti, Pin Kewkacha, dichiarò che gli
animali erano il frutto di un programma di allevamento ventennale, che erano nati
in cattività e che non c'entravano nulla con il traffico clandestino. Affermazioni
smentite in primo luogo dalle analisi scientifiche, che rivelavano come fosse
biologicamente impossibile che 31 cuccioli tra i due e i quattro anni fossero
stati concepiti dalle sole tre femmine del 'Safari World' in intervalli, tra le
nascite, di 3-4 anni. In secondo luogo, l'esame del Dna, che ha stabilito esattamente
il luogo di provenienza: le foreste indonesiane del Borneo. Martedì 48 animali
sono stati caricati in una decina di gabbie nel centro di riabilitazione per oranghi
di Ratchaburi, 125 chilometri a ovest di Bangkok, da dove hanno iniziato il lungo
viaggio verso casa. Dei 115 oranghi che dapprincipio si trovavano nel Safari World,
solo 14 adulti erano tenuti legalmente.
In via di estinzione. Gli orang-utan sono una specie protetta dalla Convenzione sul commercio di specie
selvagge minacciate. Il traffico di oranghi ha fatto declinare la popolazione
degli oranghi del 50 percento in 20 anni, soprattutto in Indonesia, dove i cuccioli
vengono venduti a decine di migliaia di euro. Gli acquirenti, ricchi emiri, li
comprano da bracconieri senza scrupoli, tenendoli per 5-6 anni come animali domestici.
Quando l'orango è adulto viene abbandonato. Al momento della cattura, accade spesso
che la madre venga uccisa, e se non viene uccisa trascorrerà il resto della sua
vita in uno stato di perenne sofferenza, oppure svilupperà pericolosi istinti
aggressivi. Gli animali recuperati dalle varie organizzazioni governative che
li reinseriscono nel loro habitat naturale, faticano enormemente a riabituarsi
alla vita selvatica. Molti di loro muoiono, mentre altri rimangono dipendenti
dall'uomo per sempre. Le organizzazioni per la tutela degli oranghi stimano che,
se nessun provvedimento verrà adottato per arrestarne la scomparsa, la popolazione
di oranghi si estinguerà in meno di 10 anni.
Luca Galassi