21/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



L’omicidio del leader falangista minaccia di far precipitare i fragili equilibri libenesi
Il politico cristiano e antisiriano, Pierre Gemayel, ministro dell’Industria nel governo libanese, è stato ucciso in un agguato.
 
Fonti della sicurezza libanese riferiscono che poco fa, uomini armati hanno aperto il fuoco sul suo convoglio che viaggiava nel quartiere cristiano di Sin al Fil, di Beirut. Gemayel è morto per la gravità delle ferite mentre veniva trasportato in ospedale. Pierre Gemayel era figlio del fondatore del partito falangista cristiano, Amin Gemayel, e un sostenitore della coalizione antisiriana al governo, che si oppone al blocco composto da Hezbollah e Amal e Aoun.
 
Pierre GemayelSulla Tv cristiana, sulla Lbc (Lebanese Broadcasting Corporation ) e su Voice of Lebanon, l’emittente del partito falangista, si susseguono le immagini dell’ennesimo omicidio. Inizialmente riportavano che il leader falangista era solo ferito, ma ora il decesso è stato confermato. Saad Hariri, leader della coalizione antisiriana e figlio dell’ex Premier Rafiq Hariri -ucciso a Beirut nel 2005- ha interrotto la conferenza stampa che stava tenendo per confermare la notizia. “La rivoluzione dei cedri -ha dichiarato - è sotto attacco. Oggi una delle persone che più credevano in un Libano libero e democratico è stata uccisa. Crediamo che dietro tutto ciò ci sia la mano della Siria”. Si tratta dell’ennesimo episodio di assassinio di un personaggio pubblico che si opponeva all’influenza siriana sul Libano. Un omicidio che, indipendentemente da chi siano gli autori, potrebbe fare precipitare la già precaria situazione del Paese, particolarmente ora che il governo di Beirut è orfano della componente sciita. Recentemente infatti sei ministri del governo libanese, vicini a Hezbollah hanno dato le dimissioni, lasciando al potere un governo che non rappresenta più la componete sciita, maggioritaria nel Paese.
 
“Siamo sgomenti –ha commentato il ministro degli Esteri britannico Margaret Beckett – ci sono già abbastanza problemi in Libano”. “Crediamo che ora ogni nazione abbia il dovere di sostenere il governo di Siniora” ha aggiunto il sottosegretario di Stato Usa, Nicholas Burns. La notizia dell’omicidio è volata di bocca in bocca e molta gente è già scesa in strada per manifestare la propria rabbia contro il regime siriano, ma non solo. Mentre da più parti si punta già il dito contro la Siria, alcune voci accusano il governo antisiriano: “alla vigilia della manifestazione di giovedì prossimo, che vedrà uniti Hezbollah, Amal, Aoun, nazionalisti e comunisti, l’uccisione di Gemayel riporta l’attenzione e il risentimento popolare verso la Siria - commenta Yarub, un sunnita libanese – penso che la coalizione di Hariri e Siniora abbia sacrificato Gemayel per mantenersi al potere”.
 

Naoki Tomasini

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