20/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Passate le elezioni, gli Usa hanno il problema di pulire le strade dalle pubblicità elettorali
E ora, passata la sbornia di una delle campagne elettorali più costose della storia, chi pulisce? Dopo le elezioni di metà mandato, che hanno consegnato il Congresso nelle mani dei democratici, gli Stati Uniti si trovano a fare i conti con circa 20 milioni di cartelli elettorali sparpagliati per il paese:  nelle città, ai margini delle strade, persino nei giardini di case private. Ma se metterli su è facile e veloce, togliergli è un compito che sembra costare più fatica.
 
Cartelli elettorali anche nei giardini privatiMulte ai pigri. A livello statale o locale, già in nove stati sono state prese disposizioni per accelerare le operazioni di pulizia. Il Delaware ha dato 30 giorni di tempo alle macchine elettorali dei vari candidati, pena 25 dollari di multa per ogni cartello lasciato al suo posto. A Columbus, in Ohio, l’ente locale per il traffico ha implorato i candidati di rimuovere i cartelli entro due settimane. In Virginia, l’azienda che supervisiona le autostrade è ricorsa ai volontari per ripulire i margini delle strade. Ma iniziative per incentivare l’operazione sono venute anche dai privati. Chick-fil-A, una catena di ristoranti, offre un panino al pollo gratuito a ogni cliente che si presenta con un cartello della campagna elettorale. Sticky Fingers, un’altra big della ristorazione, fa lo stesso regalando antipasti.
 
Alcuni offrono anche ricompense in denaro a chi consegna cartelli usatiPiù cartelli per tutti. La proliferazione dei cartelli elettorali – si calcola che, a seconda della grandezza degli stati, ogni candidato ne compri tra i 10.000 e i 50.000 – è dovuta anche al crollo dei costi di produzione. Un tipico cartello da 48 centimetri per 60 costa circa un dollaro, se fa parte di un ordine di almeno 5.000 pezzi. Comprensibilmente, di solito è il candidato sconfitto ad essere più restio nel fare pulizia. Come a dire: ha vinto il mio rivale, ora ha gli onori ma anche gli oneri. Spesso, però, sono proprio i sostenitori del vincitore a dare una mano, portandosi a casa a mo’ di trofeo i cartelli elettorali dello sconfitto. In passato, è anche successo che si cominciasse a fare pulizia troppo presto: nel 2004, due radio del Kansas iniziarono a offrire ricompense in denaro agli ascoltatori che si fossero presentati con un cartello elettorale. Solo che lo fecero prima delle elezioni, scatenando una piccola caccia al tesoro che provocò la condanna dei politici locali.

Alessandro Ursic

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