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Assalto all'ospedale. Ma se negli anni in cui i residenti nelle campagne potevano permettersi di ironizzare
sui costi di terapie e ricoveri - perché il Partito si prendeva amorevolmente
cura di ogni suo suddito - oggi per centinaia di milioni di cittadini ammalarsi
non è più nemmeno un lusso: è una lotteria. E ai più sfortunati può accadere quanto
è successo la scorsa settimana ai genitori di un bambino di 3 anni nella città
di Guang'an, provincia di Sichuan. Trasportato d'urgenza in ospedale, dopo che
aveva ingerito pesticidi, il piccolo è morto mentre il padre cercava di raccogliere
denaro per pagare il conto del pronto soccorso: 63 euro. I residenti hanno inscenato
una protesta che rabbia, frustrazione e impotenza hanno fatto degenerare in violenza.
Finestre, locali e strumentazione medica dell'ospedale sono andati distrutti,
e cinque persone sono state arrestate.
I medici scalzi. Una volta c'erano quelli che venivano chiamati 'i medici scalzi', orgoglio e
vanto di un sistema che forniva un trattamento medico, seppur rudimentale, gratuito
e per tutti. Solitamente laureati di fresco, i dottori dell'epoca maoista, specializzati
nel primo soccorso, erano destinati alle comuni agricole, specialmente alle risaie,
dove dovevano muoversi, appunto, scalzi. Correvano per i piccoli villaggi delle
campagne portando assistenza ai malati, eseguendo esami prenatali alle donne
incinte, aggiustando fratture o curando raffreddori. Si stimò che arrivarono a
raggiungere addirittura il milione. Tale servizio, sostanzialmente gratuito, ha
consentito alla Cina di eradicare le malattie trasmesse per via sessuale e raddoppiato
l'aspettativa di vita: da 35 a 65 anni, nel periodo che va dal 1949 alla metà
degli anni Settanta, secondo quanto riporta uno studio del New England Journal
of Medicine. Ma negli anni Ottanta, il Paese cominciò ad abbracciare il regime
economico capitalista, e i contadini furono costretti a sborsare dalle loro già
lacere tasche il denaro per le spese mediche. Allo stesso tempo, con il trasferimento
di medici, professionisti, competenze e finanze nelle città, le casse delle municipalità
locali, sempre più deprivate di fondi statali, dovettero tagliare i sussidi agli
ospedali di campagna, che divennero di fatto semi-privati. Gli operatori del settore
sanitario non si domandavano più quanti bambini avrebbero potuto essere vaccinati
contro la tubercolosi (una malattia che in Cina colpisce 1.5 milioni di bambini
all'anno, in special modo nelle campagne), ma quanto potevano essere massimizzati
i profitti delle strutture ospedaliere.
Un assicurato su dieci. Oggi, nelle città cinesi, 6 persone su 10 hanno accesso a qualche forma di assicurazione
sanitaria. Nelle campagne la percentuale è di una persona su dieci, e la maggior
parte di loro sono dipendenti statali o residenti nelle più ricche regioni costiere.
Il contenimento dei costi sanitari ha imposto al governo di Pechino di attuare
un rigido controllo dei prezzi su numerose pratiche mediche. Un esempio è la lavanda
gastrica per le contadine che tentano di suicidarsi con il fertilizzante. Il prezzo
dell'operazione, non troppo infrequente in luoghi dove le condizioni di vita sono
disperate e un contadino guadagna in media 49 euro all'anno, è stato portato a
80 centesimi di euro. Per compensare la riduzione dei prezzi e la conseguente
riduzione dei sussidi statali, gli ospedali dei villaggi di campagna hanno fatto
massiccio ricorso alla vendita di medicinali: antibiotici, steroidi e analgesici.
Si è rivelato, questo, l'unico modo per coprire le spese e gli stipendi dei medici.
Sono inoltre gli stessi medici a prescrivere tali farmaci, anche se non strettamente
necessari. Una quota variabile dello stipendio dei medici (dal 5 al 20 per cento)
è erogata dallo Stato. Il resto viene raggranellato dai pazienti.Luca Galassi