23/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Da Cuba notizie rassicuranti che smentiscono la diffusione dell'epidemia
Scritto per noi da
Marco Sacchetti
 
La zanzara che trasporta il dengueIl settimanale “Trabajadores” del 6 novembre scorso ammonisce la popolazione e richiama ancora alla prudenza e alla prevenzione contro il Dengue e altri nuovi virus che provocano affezioni alle vie respiratorie. Di fatto, però, il bilancio è ufficialmente positivo: l’epidemia è quasi debellata, la prevenzione e lo sforzo capillare di mobilitazione collettiva dell’intera popolazione e dei medici cubani hanno dato buoni risultati, riducendo i decessi al minimo (meno di 20). La vita sociale e culturale scorre normalmente,  i centri di lavoro viaggiano a pieno ritmo, le scuole sono tutte aperte e funzionanti, il temuto mosquito “Aedes aegypti” è adesso “tra la spada e la parete”(come si dice a Cuba), ma non bisogna “abbassare la guardia”.Gli spot televisivi di sensibilizzazione e gli interventi di fumigazione nella capitale e nelle province più a rischio continuano, ma nel frattempo i consultori di quartiere tirano un sospiro di sollievo mentre gli ospedali e i policlinici per fortuna si stanno progressivamente svuotando. Quella "densa ed irrespirabile scia biancastra di insetticida" (come l’ha definita Alessandra Farkas da New York sul Corriere della Sera) è sinonimo del più efficace biolarvicida per combattere sul nascere l'epidemia: si tratta del Bactivec o Griselesf, inventato a Cuba per necessità (il bloqueo, ha impedito d’importare un prodotto anti-dengue nel corso della prima epidemia) e oggi riprodotto e commercializzato in Argentina dai Laboratori Rosenbush.   
                          
Immagini dalla capitale L'HavanaTale sostanza, che risulterebbe innocua per la popolazione, ma fatale al mosquito infetto (divora il suo tubo digerente)  e portatore del virus, è esportata soprattutto in Brasile e in diversi stati africani, dimostrandosi molto efficace nel combattere sul nascere la malaria. Le notizie gonfiate e manipolate dai media italiani e internazionali nel mese di ottobre, che attribuivano all’Isola migliaia di vittime dell’epidemia, sono state abbondantemente ridimensionate, oltre che dalle autorità locali, dalla stessa popolazione, rassicurata e garantita dalle misure preventive ancora in atto. Lo stesso TG5 nelle scorse settimane ha dovuto ammettere di aver preso un granchio, almeno sulla statistica catastrofica e distorta delle vittime, mentre le compagnie aeree italiane Blue Panorama e Neos, contagiate dal panico mediatico, all’inizio di ottobre avevano persino sospeso alcuni voli settimanali per Cuba.  
Tra le smentite del “catastrofismo mediatico”, c’è quella della giornalista Gioia Minuti, responsabile dell’edizione italiana del Granma Digital Internacional, che in una sua autorevole e diretta testimonianza ha dichiarato: “Ho decine d’amici, figli  di amici o conoscenti che hanno preso il Dengue dal mese d’agosto ad oggi e che stanno benissimo: la malattia, seguita e trattata come si deve non  lascia conseguenze, come una comune influenza virale. Dal mese d’agosto, con l’insorgere dei primi casi, la campagna di prevenzione - che nell’Isola è costante - è diventata di massa, anche se ci sono vaste zone dove non esiste nemmeno un caso. Molti di coloro che hanno avuto la febbre non avevano il Dengue, ma il controllo è obbligatorio. I morti sono stati poco più di una decina, molti meno comunque di quelli provocati da una qualunque epidemia d’influenza virale invernale in un paese d’Europa, ma questa epidemia di Dengue a Cuba è un’eccellente occasione per attaccare lo sviluppo del turismo”.
Nel frattempo, la “Dirección Nacional de Epidemiología del Ministerio de Salud” avverte che a Cuba “esiste in questo momento un notevole incremento di virus delle vie respiratorie rispetto agli ultimi cinque anni”. María Josefa Llanes, responsabile del Programma di Infezioni Respiratorie Acute di tale organismo sanitario, ha segnalato, sempre alla rivista “Trabajadores”, che a Cuba circolano fondamentalmente adenovirus, il “virus sincital” respiratorio e il virus dell’influenza, soprattutto del tipo A. “Praticamente in tutte le province si registrano sacche di infezione alle vie respiratorie”, ricorda la Llanes, e che tali infermità coinvolgono circa cinque milioni di persone (quasi la metà della popolazione dell’Isola che ammonta a 11,2 milioni) e il 30% dei ricoveri ospedalieri. Ha aggiunto inoltre che quest’anno Cuba si propone di vaccinare contro l’influenza mezzo milione di persone della terza età e altri gruppi di popolazione a rischio.
 
Ol malecon dell'havana è stato più volte oggetto di fumigazioniRicordiamo inoltre che già dall’estate del 2003 un gruppo di ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi ha scoperto il recettore cellulare del virus della dengue, una malattia endemica che colpisce ogni anno nel mondo da 60 a 100 milioni di persone. La scoperta apre la strada alla messa a punto di trattamenti specifici, oggi inesistenti, per bloccare la malattia. Ultimamente il finanziamento internazionale di un progetto della biotecnologia, destinato all’ottenimento di un vaccino contro il Dengue per l’infanzia, è stato negato a Cuba dal governo degli Stati Uniti come conseguenza del
blocco nordamericano contro l‘Isola. “Il progetto, che ha un costo 730 mila dollari, è auspicato dalle Fondazioni MELISSA e Bill Gates, che hanno finanziato altri lavori cubani selezionati in concorsi  internazionali, per il loro alto livello scientifico”.Lo ha reso noto all’emittente Radio Habana Cuba il biologo Gerardo Guillén Nieto, direttore delle Investigazioni Biomediche, del Centro d’Ingegneria Genetica  e Biotecnologia dell’Avana, il quale ha spiegato che
l’amministrazione economica del progetto sarebbe a carico dell’Istituto Internazionale dei Vaccini, ubicato in Corea del Sud, e ha sottolineato che non si può accedere a questo finanziamento anche se proviene da organizzazioni non governative. Statisticamente sarebbero circa 250 milioni
sull’intero Pianeta le persone che vivono in regioni a rischio di trasmissione della “Dengue”, parola africana usata anche in italiano che deriva direttamente da “dinga”, cioè “attacco di crampi” in dialetto swahili.
La mappa con la diffusione della dengueLe ultime statistiche ufficiali. In totale, la OPS, in una comunicazione del 28 settembre, registra nel continente Latinoamericano 348.570 casi di dengue classico, 7.368 di dengue emorragico e 122 morti.  La maggiore quantità di persone infettate si registra quest’anno in Brasile, Venezuela, Colombia, El Salvador, Guyana Francese, Repubblica Dominicana, Martinica e Guadalupe. Le vittime riportate ufficialmente alla OPS si concentrano in Brasile (37), Repubblica Dominicana (38) e Colombia (34), mentre i maggiori índici d’incidenza epidemica si registrano in Guyana Francese (4.529 casi per 100.000 abitanti), Martinica (292,7 per 100.000 abitanti) e El Salvador (234 per 100.000 abitanti). Sollecitare nuove strategie e aiuti per “bonificare” i flussi d’acqua contaminata, contribuirebbe non poco a ridurre alcune cause scatenanti delle traiettorie epidemiche di tanti virus, come il Dengue effettivo (che può mietere più vittime di un qualsiasi ciclone) e di conseguenza il Dengue "mediatico e denigratorio” della trascorsa "calientisima" e “clinicamente sofferta” estate 2006.
 
Nel frattempo i ricercatori cubani stanno lavorando allo studio e alla produzione di un vaccino specifico, sperimentandolo sulle scimmie. "Stiamo sviluppando
un vaccino 'ricombinante' che contiene gli antígeni, e le proteine per proteggere contro i quattro virus del dengue" ha dichiarato alla stampa Gerardo Guillén, ricercatore del “Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología”.
Parole chiave: cuba, castro, che guevara, dengue,
Categoria: Salute
Luogo: Cuba