Scritto per noi da
Marco Sacchetti
Il settimanale “Trabajadores” del 6 novembre scorso ammonisce la popolazione
e richiama ancora alla prudenza e alla prevenzione contro il Dengue e altri nuovi
virus che provocano affezioni alle vie respiratorie. Di fatto, però, il bilancio
è ufficialmente positivo: l’epidemia è quasi debellata, la prevenzione e lo sforzo capillare di mobilitazione collettiva
dell’intera popolazione e dei medici cubani hanno dato buoni risultati, riducendo
i decessi al minimo (meno di 20). La vita sociale e culturale scorre normalmente,
i centri di lavoro viaggiano a pieno ritmo, le scuole sono tutte aperte e funzionanti,
il temuto mosquito “Aedes aegypti” è adesso “tra la spada e la parete”(come si
dice a Cuba), ma non bisogna “abbassare la guardia”.Gli spot televisivi di sensibilizzazione
e gli interventi di fumigazione nella capitale e nelle province più a rischio
continuano, ma nel frattempo i consultori di quartiere tirano un sospiro di sollievo
mentre gli ospedali e i policlinici per fortuna si stanno progressivamente svuotando.
Quella "densa ed irrespirabile scia biancastra di insetticida" (come l’ha definita
Alessandra Farkas da New York sul Corriere della Sera) è sinonimo del più efficace
biolarvicida per combattere sul nascere l'epidemia: si tratta del Bactivec o Griselesf,
inventato a Cuba per necessità (il bloqueo, ha impedito d’importare un prodotto
anti-dengue nel corso della prima epidemia) e oggi riprodotto e commercializzato
in Argentina dai Laboratori Rosenbush.
Tale sostanza, che risulterebbe innocua per la popolazione, ma fatale al mosquito
infetto (divora il suo tubo digerente) e portatore del virus, è esportata soprattutto
in Brasile e in diversi stati africani, dimostrandosi molto efficace nel combattere sul nascere la malaria.
Le notizie gonfiate e manipolate dai media italiani e internazionali nel mese
di ottobre, che attribuivano all’Isola migliaia di vittime dell’epidemia, sono
state abbondantemente ridimensionate, oltre che dalle autorità locali, dalla stessa
popolazione, rassicurata e garantita dalle misure preventive ancora in atto. Lo
stesso TG5 nelle scorse settimane ha dovuto ammettere di aver preso un granchio,
almeno sulla statistica catastrofica e distorta delle vittime, mentre le compagnie
aeree italiane Blue Panorama e Neos, contagiate dal panico mediatico, all’inizio
di ottobre avevano persino sospeso alcuni voli settimanali per Cuba.
Tra le smentite del “catastrofismo mediatico”, c’è quella della giornalista Gioia
Minuti, responsabile dell’edizione italiana del Granma Digital Internacional,
che in una sua autorevole e diretta testimonianza ha dichiarato: “Ho decine d’amici,
figli di amici o conoscenti che hanno preso il Dengue dal mese d’agosto ad oggi e che stanno benissimo: la malattia,
seguita e trattata come si deve non lascia conseguenze, come una comune influenza
virale. Dal mese d’agosto, con l’insorgere dei primi casi, la campagna di prevenzione
- che nell’Isola è costante - è diventata di massa, anche se ci sono vaste zone dove non esiste
nemmeno un caso. Molti di coloro che hanno avuto la febbre non avevano il Dengue,
ma il controllo è obbligatorio. I morti sono stati poco più di una decina, molti
meno comunque di quelli provocati da una qualunque epidemia d’influenza virale
invernale in un paese d’Europa, ma questa epidemia di Dengue a Cuba è un’eccellente occasione per attaccare lo sviluppo
del turismo”.
Nel frattempo, la “Dirección Nacional de Epidemiología del Ministerio de Salud”
avverte che a Cuba “esiste in questo momento un notevole incremento di virus delle
vie respiratorie rispetto agli ultimi cinque anni”. María Josefa Llanes, responsabile
del Programma di Infezioni Respiratorie Acute di tale organismo sanitario, ha
segnalato, sempre alla rivista “Trabajadores”, che a Cuba circolano fondamentalmente
adenovirus, il “virus sincital” respiratorio e il virus dell’influenza, soprattutto
del tipo A. “Praticamente in tutte le province si registrano sacche di infezione
alle vie respiratorie”, ricorda la Llanes, e che tali infermità coinvolgono circa
cinque milioni di persone (quasi la metà della popolazione dell’Isola che ammonta
a 11,2 milioni) e il 30% dei ricoveri ospedalieri. Ha aggiunto inoltre che quest’anno
Cuba si propone di vaccinare contro l’influenza mezzo milione di persone della
terza età e altri gruppi di popolazione a rischio.
Ricordiamo inoltre che già dall’estate del 2003 un gruppo di ricercatori dell’Istituto
Pasteur di Parigi ha scoperto il recettore cellulare del virus della dengue, una
malattia endemica che colpisce ogni anno nel mondo da 60 a 100 milioni di persone.
La scoperta apre la strada alla messa a punto di trattamenti specifici, oggi inesistenti,
per bloccare la malattia. Ultimamente il finanziamento internazionale di un progetto
della biotecnologia, destinato all’ottenimento di un vaccino contro il Dengue
per l’infanzia, è stato negato a Cuba dal governo degli Stati Uniti come conseguenza
del
blocco nordamericano contro l‘Isola. “Il progetto, che ha un costo 730 mila dollari,
è auspicato dalle Fondazioni MELISSA e Bill Gates, che hanno finanziato altri
lavori cubani selezionati in concorsi internazionali, per il loro alto livello
scientifico”.Lo ha reso noto all’emittente Radio Habana Cuba il biologo Gerardo
Guillén Nieto, direttore delle Investigazioni Biomediche, del Centro d’Ingegneria
Genetica e Biotecnologia dell’Avana, il quale ha spiegato che
l’amministrazione economica del progetto sarebbe a carico dell’Istituto Internazionale
dei Vaccini, ubicato in Corea del Sud, e ha sottolineato che non si può accedere
a questo finanziamento anche se proviene da organizzazioni non governative. Statisticamente
sarebbero circa 250 milioni
sull’intero Pianeta le persone che vivono in regioni a rischio di trasmissione
della “Dengue”, parola africana usata anche in italiano che deriva direttamente
da “dinga”, cioè “attacco di crampi” in dialetto swahili.
Le ultime statistiche ufficiali. In totale, la OPS, in una comunicazione del
28 settembre, registra nel continente Latinoamericano 348.570 casi di dengue classico,
7.368 di dengue emorragico e 122 morti. La maggiore quantità di persone infettate
si registra quest’anno in Brasile, Venezuela, Colombia, El Salvador, Guyana Francese,
Repubblica Dominicana, Martinica e Guadalupe. Le vittime riportate ufficialmente
alla OPS si concentrano in Brasile (37), Repubblica Dominicana (38) e Colombia
(34), mentre i maggiori índici d’incidenza epidemica si registrano in Guyana Francese
(4.529 casi per 100.000 abitanti), Martinica (292,7 per 100.000 abitanti) e El
Salvador (234 per 100.000 abitanti). Sollecitare nuove strategie e aiuti per “bonificare”
i flussi d’acqua contaminata, contribuirebbe non poco a ridurre alcune cause scatenanti
delle traiettorie epidemiche di tanti virus, come il Dengue effettivo (che può
mietere più vittime di un qualsiasi ciclone) e di conseguenza il Dengue "mediatico
e denigratorio” della trascorsa "calientisima" e “clinicamente sofferta” estate
2006.
Nel frattempo i ricercatori cubani stanno lavorando allo studio e alla produzione
di un vaccino specifico, sperimentandolo sulle scimmie. "Stiamo sviluppando
un vaccino 'ricombinante' che contiene gli antígeni, e le proteine per proteggere
contro i quattro virus del dengue" ha dichiarato alla stampa Gerardo Guillén,
ricercatore del “Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología”.