27/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Microsoft traduce Windows in lingia Mapuche
Microsoft, la compagnia leader mondiale dei software per computers, ha da qualche tempo intensificato la propria produzione di sistemi operativi, come il famosissimo Windows, nelle lingue tradizionali dei nativi latinoamericani.
 
Giovani ragazzini della popolazione Mapuche guardano incuriositi la nuova versione di Windows nella lingua ufficiale dei MapucheL'invenzione. L’ultima presentazione in ordine di tempo è avvenuta in Cile, dove l’azienda statunitense fondata da Bill Gates nel 1975 ha presentato il sistema operativo Windows in Mapudungun, la lingua degli indios Mapuche.
Teatro dell’iniziativa la città di Los Sauces, a circa 700 chilometri dalla capitale Santiago, ‘regno’ indiscusso della comunità Mapuche. Presenti alla cerimonia di consegna del sistema operativo,  Hernan Orellana, responsabile di Microsoft Cile e Yasna Provoste, ministro dell’Istruzione del paese latinoamericano. “E’ importante riuscire ad ampliare gli orizzonti culturali e educativi delle popolazioni native cilene attraverso internet, incorporando l’uso delle nuove tecnologie nello sviluppo delle comunità Mapuche del Paese”, ha affermato il ministro Provoste che ricordato come una innovazione di questo tipo possa anche dare una mano alla cancellazione dell’analfabetismo e creare nuovi spazi per l’occupazione. Inoltre, sempre secondo la Provoste, questa rivoluzione informatica non solo servirà alle comunità indigene latinoamericane, ma sarà utilissima anche al resto del mondo, che avrà così un facile accesso “alla ricchezza della cultura delle popolazioni indigene”.
 
Il presidente della Microsoft, Bill GatesDa Microsoft. Eppure fino a qualche anno fa sembrava impossibile che il popolo Mapuche potesse accettare di vedere la propria lingua all’interno di un prodotto Microsoft.
Sono state molte, infatti, le proteste inviate dalla comunità indigena cilena alla scrivania di Bill Gates.  Nel 2005, ad esempio, l’allora leader indigeno Aucán Huilcamán, aveva fatto sapere che quello di Microsoft poteva essere considerato un progetto che “danneggiava la sovranità indigena” e “colpiva l’identità del popolo Mapuche”, esortando l’azienda di Seattle a non continuare. Non solo. I rappresentanti Mapuche avevano voluto sottolineare come le decisioni prese da Lagos (in quel periodo presidente del Cile) e dai suoi collaboratori  non tenessero conto della volontà della popolazione indigena. Allora cosa è cambiato? Sicuramente la strategia della multinazionale dell’informatica è da considerarsi come un’operazione di marketing ben riuscita che ha raggiunto lo scopo di essere raccontata e che nel corso del tempo, probabilmente, farà vedere i suoi frutti.
 
Il logo della Microsoft trasformato dai colori della bandiera MapucheNon solo Mapuche. Ma non sono solo gli indios Mapuche del Cile ad avere un sistema operativo appositamente elaborato per loro. Anche la comunità indigena che si riconosce nella lingua Quechua, per intenderci quella che vive in diverse zone del Sud America (in Perù e Bolivia soprattutto, ma anche in Colombia , Argentina e Ecuador), ha già da un paio di mesi il suo sistema operativo. Il lavoro di trasformazione in Quechua (idioma che al suo interno conta almeno 46 derivazioni dialettali e che si calcola possa essere parlato da più di 12 milioni di persone), a differenza di quello in Mapudungun, è stato molto più complesso, tanto che alla sua realizzazione, sempre sotto il controllo del dicastero dell’Educazione peruviano, hanno dovuto lavorare anche i ricercatori delle università di Sant’Antonio Abel di Cuzco, di San Cristobal di Huamanga, oltre a esperti di traduzioni di lingue indigene.
 
L'informaticaLe traduzioni. Nel frattempo, però, sono già quasi cinquanta le versioni di Windows tradotte nel corso del progetto dell’azienda statunitense denominato “Programa de idiomas nativos”. E non si fermeranno qui. Infatti è già stato previsto che la prossima ‘traduzione’ sarà quella in Wayuu, idioma utilizzato da una minoranza indigena che vive a cavallo fra Venezuela a Colombia.
E se nella sola Bolivia il sistema operativo Windows in Quechua potrà essere utilizzato da milioni di persone, andando avanti con questo ritmo non ci saranno più gruppi etnici sud-americani senza la possibilità di utilizzare computers. Insomma, il colosso dell’informatica mondiale avrà sempre di più nel corso dei prossimi anni un’elevata utilità sociale.
 

Alessandro Grandi

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