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I fatti. In un rapporto della Gao (Government Accountability Office), recentemente redatto
e presentato mercoledì scorso al congresso Usa, si evidenzia che nel periodo 1996/2005
parte dei fondi stanziati dall’amministrazione statunitense per ‘promuovere la
democrazia’ a Cuba (in totale circa 70 milioni di dollari), siano stati sperperati
in acquisti a dir poco futili. Tutto questo è avvenuto a causa della totale mancanza
di un severo controllo da parte delle autorità, come dicono i portavoce della
ragioneria dello stato: “Non ci sono sufficienti controlli, tanto sulla concessione
dei fondi quanto su chi li riceve, per assicurarsi che siano utilizzati in modo
appropriato”.
I deputati del Congresso. L’iniziativa e la richiesta di effettuare controlli sono nate grazie alla determinazione
di due deputati statunitensi: il repubblicano Jeff Flake e il democratico William
Delhaunt. Secondo Flake gli Usa “dovrebbero pensare ad un cambio nella politica
verso Cuba” e, criticando l’enorme quantità di fondi stanziati rispetto ai risultati
ottenuti ha fatto sapere che “il Congresso ha deliberato fondi per milioni di
dollari in modo da aiutare la democrazia a Cuba, e non ha ottenuto nessun risultato”.
Le reazioni. Ma come si giustificano i destinatari dei fondi? Carlos Acosta, dirigente dell’organizzazione
dissidente Accion Democratica Cuba ha fatto sapere che gli alimenti e il cioccolato
erano destinati “alla popolazione che a Cuba muore di fame e non ha il cioccolato”.
E per i videogiochi? Frank Trujillo, altro esponente dell’anticastrismo, si è
giustificato dicendo che le console erano destinate alle biblioteche indipendenti che possono attirare i giovani
che non sono così costretti a leggere solo la stampa di propaganda del regime”.
Il futuro. Ma questo tipo di iniziative (lo stanziamento di fondi per aiutare la dissidenza,
le sanzioni e il blocco economico) sono utili per riuscire a portare il cambiamento
desiderato dall'amministrazione Usa a Cuba? Secondo Philip Peters esperto di Cuba
del Lexington Institute “per quello che si è visto assolutamente non è stato raggiunto
nessun obiettivo”.Alessandro Grandi