16/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo gli attentati del 2001, tornano a crescere gli scambi studenteschi tra Usa e resto del mondo
Diventati sempre più chiusi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, gli Usa stanno ritornando ad aprirsi, almeno per quanto riguarda le università: dopo una tendenza negativa di qualche anno, nel 2006 sono per la prima volta aumentati sia il numero degli studenti stranieri negli Stati Uniti, sia quello degli studenti statunitensi all’estero. Lo ha rivelato l’ultimo rapporto dell’Institute of International Education.
 
Alcuni studenti stranieri a YaleI numeri. Le matricole straniere che si sono iscritte quest’autunno sono state oltre 142mila, l’8 per cento in più rispetto all’anno scorso. Dall’altra parte, i ragazzi americani che sono andati a studiare all’estero sono saliti a quasi 206mila. Certo, sono perlopiù programmi di studio limitati, da qualche settimana a un semestre: solo il 6 per cento degli statunitensi all’estero ci rimane per un intero anno accademico. Ma gli accresciuti incroci culturali sono visti come un fatto positivo dagli esperti del settore. Un indizio del fatto che, nonostante le paure e le diffidenze dovute al terrorismo, la tendenza verso la globalizzazione torna a farsi largo, anche nel campo del sapere. Inoltre, dal loro punto di vista, gli Usa sono contenti se aumenta l’affluenza degli studenti stranieri, perché ciò aumenta le possibilità che poi le future classi dirigenti di molti paesi abbiano atteggiamenti favorevoli verso Washington.
 
Una cerimonia di laurea in un college negli UsaInversione di tendenza. Il numero degli studenti stranieri negli Usa, dove hanno sede molte tra le università più prestigiose al mondo, era cresciuto ininterrottamente dagli anni Sessanta al 2001. Dopo gli attentati di New York e Washington ci fu un brusco calo, anche per le nuove restrizioni del governo in materia di visti. Ma si ritiene che i motivi furono anche un crescente antiamericanismo, nonché una concorrenza più spietata da parte delle università britanniche e australiane. I college statunitensi hanno così iniziato a fare una campagna attiva di reclutamento all’estero, mentre prima gli studenti venivano da sé. Come risultato di tutti questi fattori, negli ultimi dodici mesi il dipartimento di Stato ha emesso oltre 591mila visti studenteschi, il 14 per cento in più rispetto all’anno precedente.
 
Dall’Asia all’America. Gli Usa sono una meta ambita in particolare per gli studenti orientali: il 58 per cento del totale viene infatti dall’Asia, con l’India (76mila) e la Cina (62mila, con il 35 per cento di nuove matricole in più) a fare la parte del leone. Mentre per gli statunitensi che si avventurano all’estero (tuttora una rarità, dato che l’80 per cento dei cittadini Usa non ha il passaporto), la destinazione preferita rimane l’Europa occidentale e in particolare la Gran Bretagna. Dietro Londra, c’è l’Italia. 

Alessandro Ursic

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