PeaceReporter non ha mai voluto schierarsi politicamente. In
redazione abbiamo idee diverse sulla politica. Ma forse la scelta di
non schierarsi non deriva dal rispetto della pluralità di opinioni che
abbiamo in redazione.
Una idea la abbiamo,
siamo contro la guerra. Perchè la abbiamo vista e ne abbiamo sentito
l'odore. Sappiamo cos'è, a differenza dei nostri politici. Ed è
questo a metterci fuori da ogni schieramento possibile.
Perché,
lo abbiamo detto spesso, sulla scelta tra pace e guerra non c'è
distinzione di sorta, tra le nebulose che adesso si chiamano
centrodestra e centrosinistra, e che con la destra e la sinistra in
realtà c'entrano davvero poco.
La nuova Finanziaria, per quanto ce la presentino come rose e fiori, è di quelle
lacrime e sangue. Nuove tasse, nuovi tagli e sempre ai servizi al
cittadino. Meno soldi per le scuole, per la sanità, per la ricerca
scientifica: i pilastri di quella democrazia
che bellamente andiamo esportando in giro per il mondo.
Ma le spese
militari aumentano. Lo avevamo scritto prima della presentazione della
legge. Speravamo che strada facendo il governo accendesse il lume della
ragione. Ma ancora una volta ci siamo illusi. Non solo le nostre cupe
previsioni si sono rivelate realistiche, ma anzi, le spese militari
sono addirittura più di quanto avessimo sinistramente previsto.
Dodici
miliardi di euro investiti in quella che il nostro amico chirurgo Marco
Garatti definisce "puzza di sangue e merda": dodici miliardi di euro
investiti nella guerra.