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La lista. Si tratta del generale Angel Guevara, ministro della Difesa
durante il regime di Romero Lucas Garcia (1978-1982) quando fu assaltata
l’ambasciata spagnola, di German Chupina, direttore generale della polizia
durante lo stesso periodo, e di Pedro Garcia Arredando, capo del terribile Comando
5 della polizia, incaricato di reprimere gli oppositori politici.
Perché un tribunale straniero? I fatti specifici intorno ai
quali è stato montato il caso sono l’omicidio di quattro missionari
spagnoli,
la sparizione di un quinto e l’assalto all’ambasciata spagnola
condotto dalla
polizia il 31 gennaio 1980, nel quale morirono 37 persone. Fra questi
il padre
del premio Nobel per la Pace, Rigoberta Menchù, e tre diplomatici
spagnoli. Fu
lei, infatti, nel ’99 a sporgere denuncia di genocidio all’Audiencia
Nacional,
accettata nel 2000. Fu così che partirono le indagini preliminari che
compresero anche il caso dei cinque sacerdoti. Solo nel 2005, però,
arrivò il definitivo via libera dal Tribunale Costituzionale spagnolo, e
nel giugno di quell’anno un giudice del paese europeo potè finalmente
raggiungere il paese centroamericano, nel tentativo di parlare con i
testimoni
e
rimettere assieme i pezzi di un puzzle molto complesso. Il risultato,
però, fu
un nulla di fatto: i militari inquisiti risposero con una pioggia di
ricorsi
legali che bloccarono ogni indagine. Ma il giudice madrileno non si
arrese ed emise una serie di ordini internazionali di cattura diventati
effettivi questa
settimana.
Un paese spaccato. Un gioco delle parti, dunque, che ha messo in evidenza le profonde
divisioni della società guatemalteca. Da una parte le organizzazioni umanitarie
e le associazioni delle famiglie dei desaparecidos
hanno
interpretato questo processo spagnolo come l’inizio della fine di una
vergognosa impunità; dall’altra i settori reazionari e legati al potere
hanno qualificato la misura come “inaccettabile” intervento di un paese
straniero negli affari interni di un stato sovrano, sbandierando vecchi
cliché
sugli spagnoli conquistatori, origine di tutti i mali. Stella Spinelli
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