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Sequestro di massa. Il dicastero si trova a Karrada, un quartiere nel centro
della capitale, una delle zone più pericolose della città, dove convivono
sunniti e sciiti e non c’è una maggioranza ben definita. Gli aggressori hanno
intimato a tutte le donne presenti nell’edificio di entrare in una stanza, dopo
averle private dei telefoni cellulari, e le hanno chiuse dentro. A quel punto,
con le armi spianate, il commando ha costretto tutti gli uomini a seguirli. Non
tutti i rapiti sono impiegati, ci sono anche addetti alla sicurezza e visitatori.
Le
agenzie di stampa internazionali, in un primo momento, citando fonti del
ministero degli Interni, parlavano di venti rapiti, mentre altre fonti
stimavano in 150 il numero delle persone sequestrate. Al momento non è chiaro
se il rapimento di massa sia a sfondo religioso, ma è più probabile che si tratti
di un rapimento per ottenere un riscatto, visto l’elevato numero di sequestrati
e il poco tempo trascorso dall’arrivo alla partenza, che non dovrebbe aver
permesso di verificare ai rapitori la fede religiosa dei rapiti. Il ministro
dell’Istruzione superiore è sunnita.
Un massacro quotidiano. La situazione è sempre più fuori controllo in Iraq. Solo oggi, oltre al
rapimento di massa a Baghdad, che vista la fine fatta dai rapiti in altre
occasioni non fa presagire nulla di buono, sono tanti gli episodi di violenza
in tutto il Paese. A Ramadi, città principale della provincia di al-Anbar, al
confine della Siria, dove si combattono guerriglieri e militari Usa, oggi sono
state uccise trenta persone, e 17 sono rimaste ferite, in un’incursione dei corpi
speciali
statunitensi. Sempre oggi, sei civili sono morti, e 13 sono rimasti feriti, a
causa di un attacco sferrato delle truppe Usa a Shouala, sobborgo alla
periferia nord-occidentale di Baghdad, a maggioranza sciita. Lo hanno reso noto
fonti delle forze di sicurezza irachene, secondo cui i soldati, coperti
dall'azione di elicotteri da combattimento, hanno effettuato un'incursione nel
quartiere e una serie di bombardamenti. Un gruppo di uomini armati ha reagito
all’azione dei militari Usa e si è cominciato a combattere casa per casa,
mentre gli elicotteri colpivano le case. Dal 2003 a oggi, secondo Iraq Body
Count, sono 52.142 i civili che hanno perso la vita. red