12/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Cuba, per la quindicesima volta l'assemblea delle Nazioni Unite condanna il bloqueo Usa su Cuba
Anche quest’anno 183 nazioni su 188, molte delle quali attivissime dal punto di vista degli investimenti  economici in campo internazionale, hanno votato contro il pesante blocco economico che dal 1962 grava sulla testa dei cubani. La risoluzione elaborata da Kofi Annan ha come titolo: ‘La necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti su Cuba.
 
Manifesto contro il blocco su CubaI fatti. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è così espressa per la quindicesima volta consecutiva (e per la prima volta con un numero così alto di favorevoli), cosa che fa molto riflettere sull’utilità di questo tipo di voto e sull’eventuale interesse che scatena nell’amministrazione Usa sapere che 4/5 del mondo vuole porre fine al blocco economico che stritola Cuba.
La risoluzione ha trovato l’appoggio, come già detto, di 183 nazioni. Ma quali sono i paesi che vogliono continuare acon il blocco e perchè? Innanzitutto gli Stati Uniti, che dal 1962 nonostante i continui cambi di presidenza hanno mantenuto inalterata la loro ostilità verso Castro. Non solo l’amministrazione di Washington però. C’è anche Israele a votare a favore del blocco, a usare la forza nei rapporti internazionali. La cosa che più fa riflettere, comunque, è il voto contrario di Isole Marshall e Isole Palau, due lembi di terra in mezzo all’oceano che contano poco meno di 20 mila abitanti e che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale non sa nemmeno dove si trovino. Impossibile raggiungere un loro rappresentante (si sono ‘regalate’ agli Usa, chiedendo di essere amministrate da Washington) per capire il perché di questo genere di scelta.
Infine uno stato che si è astenuto durante la votazione: la Micronesia.
 
CuuDa Cuba. ‘E’ la guerra economica più lunga e crudele che la storia abbia conosciuto’. Così Felipe Perez Roque, cancelliere cubano, ha definito il blocco economico. Considerato il periodo di durata di questa guerra economica Roque ha voluto anche aggiungere che il Bloqueo (così lo chiamano i cubani) “costituisce una violazione del diritto Internazionale e della Carta delle nazioni Unite”. Roque ha anche ricordato a tutti i rappresentanti delle nazioni che Washington ha anche approvato alcuni piani per rinforzare ( e in alcuni casi ampliare) il bloqueo.
La speranza è che il presidente Bush, oltre che per la situazione irachena, chieda consiglio anche per sbloccare la situazione cubana.
 

Alessandro Grandi

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