Cuba, per la quindicesima volta l'assemblea delle Nazioni Unite condanna il bloqueo Usa su Cuba
Anche quest’anno 183 nazioni su 188, molte delle quali attivissime dal punto
di vista degli investimenti economici in campo internazionale, hanno votato contro
il pesante blocco economico che dal 1962 grava sulla testa dei cubani. La risoluzione
elaborata da Kofi Annan ha come titolo: ‘La necessità di mettere fine al blocco
economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti su Cuba.
I fatti. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è così espressa per la quindicesima
volta consecutiva (e per la prima volta con un numero così alto di favorevoli),
cosa che fa molto riflettere sull’utilità di questo tipo di voto e sull’eventuale
interesse che scatena nell’amministrazione Usa sapere che 4/5 del mondo vuole
porre fine al blocco economico che stritola Cuba.
La risoluzione ha trovato l’appoggio, come già detto, di 183 nazioni. Ma quali
sono i paesi che vogliono continuare acon il blocco e perchè? Innanzitutto gli
Stati Uniti, che dal 1962 nonostante i continui cambi di presidenza hanno mantenuto
inalterata la loro ostilità verso Castro. Non solo l’amministrazione di Washington
però. C’è anche Israele a votare a favore del blocco, a usare la forza nei rapporti
internazionali. La cosa che più fa riflettere, comunque, è il voto contrario di
Isole Marshall e Isole Palau, due lembi di terra in mezzo all’oceano che contano
poco meno di 20 mila abitanti e che la stragrande maggioranza della popolazione
mondiale non sa nemmeno dove si trovino. Impossibile raggiungere un loro rappresentante
(si sono ‘regalate’ agli Usa, chiedendo di essere amministrate da Washington)
per capire il perché di questo genere di scelta.
Infine uno stato che si è astenuto durante la votazione: la Micronesia.
Da Cuba. ‘E’ la guerra economica più lunga e crudele che la storia abbia conosciuto’.
Così Felipe Perez Roque, cancelliere cubano, ha definito il blocco economico. Considerato
il periodo di durata di questa guerra economica Roque ha voluto anche aggiungere
che il Bloqueo (così lo chiamano i cubani) “costituisce una violazione del diritto
Internazionale e della Carta delle nazioni Unite”. Roque ha anche ricordato a
tutti i rappresentanti delle nazioni che Washington ha anche approvato alcuni
piani per rinforzare ( e in alcuni casi ampliare) il bloqueo.
La speranza è che il presidente Bush, oltre che per la situazione irachena, chieda
consiglio anche per sbloccare la situazione cubana.