La cantante colombiana si appella alla non violenza davanti ai giovani del Salvador

“Costruiamo un futuro senza violenza”. È questo che Shakira,
la famosa cantante colombiana vincitrice del Grammy, l’equivalente dell’Oscar
per la musica, ha ripetuto senza sosta nel suo concerto a San Salvador, di
fronte a più di dieci mila giovani accorsi nello stadio Jorge Gonzalez.
Shakira ha dedicato ogni singola canzone ai giovani che
dicono no alla delinquenza, che scelgono la pace e cercano di reinserirsi nella
società: “A loro va il mio canto e la mia voce”.
Per la pace. La giovane artista non è la prima volta
che scende in campo per prendere posizioni sulla cultura di pace. Da
colombiana, (Shakira Isabel Mebarak Ripoll è nata a Barranquilla 29 anni fa, da
padre libanese e madre italo-spagnola), conosce molto bene il significato di
guerra, soprusi, violenza.
Il suo è un paese martoriato da un conflitto interno
che dura da oltre 40 anni e che ha disseminato oltre trecentocinquantamila
vittime. Per questo ha deciso di creare nella sua città la fondazione Pies
Descalzos, dedicata ai bambini poveri e orfani, figli di atrocità e dolore. Ed
è questa la ragione per la quale ha anche accettato di diventare ambasciatrice
dell’Unicef e come tale ha lanciato, proprio nel Salvador, la campagna “Fai la
differenza… senza essere indifferente”, che incita a lottare per la pace e a
evitare la violenza.
Fra balli e canti. Nel Salvador si registrano 10
morti al giorno, per lo più provocate dalle scorribande di bande giovanili,
delle pandillas o maras, come sono chiamate nel paese
centroamericano. Da qui l’appello di Shakira. “Unitevi e appoggiate questa
iniziativa – ha gridato dal palco, fra una canzone e l’altra – e non
discriminate i ragazzi che cercano la via della riabilitazione. Questa campagna
è il primo passo verso un futuro migliore”.
Plausi. Se la reazione dei giovani alla campagna appena
lanciata sarà equivalente a quella entusiastica avuta nell’ascoltare queste
parole dalla loro popstar preferita, per il Salvador sarebbe l’inizio di una
nuova era. L’esortazione dell’artista è stata applaudita anche dal presidente
della repubblica, Tony Saca, che ha precisato: “E’ un contributo enorme per il
nostro paese”.
Senza sosta. Ma la corsa della bella colombiana non
si fermerà qua: venendo dal Guatemala, passando per il Salvador, si esibirà in
Nicaragua, Panamà, Perù, Venezuela e nella sua Barranquilla, dove continuerà a
diffondere messaggi di pace e non violenza, nel tentativo di migliorare una
situazione che precipita quotidianamente.