10/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Annullata una grande manifestazione dell'opposizione, mentre continua il giro di vite del governo

La grande manifestazione organizzata dal Partito democratico delle Maldive (Mdp) che avrebbe dovuto svolgersi oggi per denunciare il regime e chiedere riforme costituzionali è stata annullata.

Oppositori arrestati nel 2005L'autocrazia del presidente. Lo stesso Mdp ha deciso di evitare che un pacifico corteo di protesta, che qualcuno probabilmente tenterà di organizzare comunque, potesse degenerare dopo che il governo, nei giorni precedenti l'evento, ha organizzato una massiccia campagna repressiva tesa a scoraggiare ogni forma di opposizione politica. In migliaia avevano infatti cominciato a mobilitarsi dalle isole vicine per raggiungere la capitale Malè. Due giorni fa sono state arrestate un centinaio di persone provenienti dall'atollo di Addu, all'estremità meridionale dell'arcipelago. Altre forme di protesta, spontanea e pacifica, sono state impedite dal governo nei giorni scorsi, e alcuni giornalisti stranieri sono stati allontanati dalla regione di Malè. Il presidente Maumoon Abdul Gayoom, il più longevo capo di Stato di tutta l'Asia, rieletto per il suo sesto mandato nel 2003, è in carica dal 1978. Il governo, che controlla la stazione radio Voce delle Maldive e l'unico canale televisivo, Television Maldives, è messo sotto pressione da numerose organizzazioni umanitarie, che lo accusano di autocrazia e violazione dei diritti umani. Nel luglio del 2003 Amnesty International ha pubblicato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime del Presidente, in cui si citano casi di maltrattamenti nelle carceri maldiviane, imprigionamento di giornalisti e politici dell'opposizione. Nel settembre dello stesso anno vi sono state, in seguito al decesso di tre carcerati, manifestazioni di massa. Il Presidente Gayoom ha annunciato lo studio di riforme del sistema giudiziario e dei poteri del Parlamento. Nell'agosto 2004, una grande manifestazione per il rilascio dei prigionieri politici e una riforma del sistema politico è stata dispersa dalle forze dell'ordine e nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza.
 
Il Parlamento maldivianoGiornalista avvisato... Solo nel 2005 è entrato in vigore un sistema multipartitico, ma le proteste non si sono placate, e quella di oggi avrebbe dovuto essere una delle più imponenti mobilitazioni per chiedere riforme costituzionali in senso democratico. Per evitare un probabile bagno di sangue, il Mdp si è appellato al senso di responsabilità della società civile, anche alla luce della retorica governativa che aveva bollato la manifestazione come 'illegale' e 'violenta', adducendo che si sarebbe trasformata in un 'colpo di Stato'. "Con questo pretesto - ha spiegato il portavoce dell'Mdp, Mohamed Nasheed, sul sito 'www.dhivehiobserver.com' - il governo ha agito come se avesse avuto carta bianca nell'evitare che la manifestazione si svolgesse. E un'altra cosa grave è che giornalisti e osservatori hanno ricevuto l'ordine di non avvicinarsi a Malè in questi giorni".

In manette"Vogliamo un Paese libero". Aminath Hasen-Didi, figlia dell'ex Segretario di Stato delle Maldive prima della 'dittatura' di Gayoom, ha raccontato che la situazione nell'arcipelago è carica di tensione: "La polizia non ci permette di manifestare, di esprimere il nostro dissenso. Questo non è uno stato democratico, ma un regime che continua ininterrotto da ventotto anni". Uno dei suoi fratelli è stato in prigione, in occasione dell'anniversario di una manifestazione durante la quale è stato ucciso un giovane di diciannove anni e un altro è stato ferito. "Gli amici del ragazzo ferito sono andati all'ospedale e l'hanno portato via con la forza. Poi gli hanno fatto fare un giro per tutta la città, mostrando alla popolazione cos'era successo. L'anno successivo, durante una nuova manifestazione per commemorare la morte del diciannovenne, mi fratello è stato arrestato. Siamo, o meglio, eravamo un popolo pacifico e tranquillo, ma quando per ventisette anni si è costretti a tenere la bocca chiusa...". Cosa chiedete al presidente? "Riforme democratiche. Vogliamo mandare a casa ventinove parlamentari non eletti nella Camera bassa. Vogliamo che la ricchezza sia distribuita in maniera equa. Vogliamo che i nostri figli e le nuove generazioni crescano in un Paese dove si può discutere, dissentire, manifestare. Un Paese libero".

Luca Galassi

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