08/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito colpisce una scuola piena di profughi: almeno 40 morti
L'esercito singalese ha colpito questa mattina, con razzi e artiglieria pesante, una scuola che ospita circa 5000 sfollati a Kathiraveli, un piccolo villaggio sulla costa orientale dello Sri Lanka. Il bilancio è pesantissimo: fonti del Tamils Rehabilitation Organisation, l'unica organizzazione non governativa che opera nella zona, parlano di almeno quaranta morti e oltre un centinaio di feriti. Fra le vittime, anche sei bambini di pochi mesi.
 
Strage di profughi. L'esercito singalese non ha finora confermato vittime civili. “Le Tigri Tamil hanno attaccato i campi di addestramento che si trovano in quell'area, cinque dei nostri soldati sono rimasti feriti. Abbiamo risposto con l'artiglieria”, ha dichiarato un portavoce delle forze armate. Secondo le tigri Tamil, l'esercito ha colpito la scuola di Kathiraveli e la clinica di Vaaharai, che si trova quindici chilometri più a sud. Tutte le vittime sarebbero sfollati, che si sono rifugiati nella scuola, adibita a campo profughi, dopo essere fuggiti dalla recente escalation degli scontri fra Tigri Tamil e esercito singalese nella regione. Fonti mediche locali parlano di quaranta corpi già recuperati, e di settantasei feriti gravi ricoverati in ospedale. Il bilancio sembra perciò destinato ad aggravarsi. Pare che l'esercito singalese non consenta ai feriti di essere evacuati verso la capitale del distretto, Batticaloa, mentre all'Unicef e alla Croce Rossa Internazionale è stato negato l'accesso alla zona. Un delegato della Missione internazionale di monitoraggio in Sri Lanka (Slmm) si sta recando sul posto per un sopralluogo.
 
profughi in Sri LankaPace sempre più lontana. Il Parlamento singalese ha votato ieri per prorogare di un altro mese la legislazione di emergenza, che dà alle forze armate pieni poteri “per arginare la violenza”: tra questi, anche la facoltà di arrestare sospetti terroristi e tenerli in custodia a tempo indeterminato. I più recenti tentativi di mediazione tra esercito e Tigri Tamil sono miseramente falliti: a Ginevra, il 28 e 29 ottobre scorsi, le parti hanno abbandonato il tavolo delle trattative, e non è stata fissata una nuova data per la ripresa dei colloqui. Mentre la violenza non accenna a diminuire: dall'inizio dell'anno, secondo un portavoce del Slmm, si sono contati 1.076 morti. Secondo le Tigri Tamil, che a metà di agosto hanno accusato l'esercito singalese di avere ucciso 61 ragazze Tamil nel corso di un raid aereo a Mullaitivu, le cifre potrebbero essere più alte. Mentre anche l'esercito conta le sue vittime: il 16 ottobre scorso, un attacco suicida contro un convoglio delle forze armate nel centro dell'isola ha ucciso 103 marinai e ne ha feriti più di 150. Il conflitto fra i guerriglieri separatisti delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte) e il governo singalese, scoppiato nel 1983, ha provocato almeno 50 mila vittime. Il cessate il fuoco proclamato nel 2002 è ancora formalmente in vigore. Ma la popolazione dello Sri Lanka continua a morire.

Cecilia Strada

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