In manette i giovani cracker che hanno cambiato la home della Nasa inserendo slogan pacifisti
Quattro pirati della rete, tutti cileni, sono stati
arrestati per essersi infiltrati in numerosissimi server, alcuni dei quali
collegati a siti internazionali di paesi quali Argentina, Bolivia, Colombia,
Stati Uniti, Israele, Perù, Turchia e Venezuela. Non solo, avrebbero violato
anche il sito della Nasa. Appartenevano a una delle cracker crew
(bande di esperti informatici che entra abusivamente in sistemi altrui allo
scopo di danneggiarli) più potenti del mondo, il Byond Hackers Team
o Byond Crew,
A riferirlo è la sezione specializzata in delitti
cibernetici, i cosiddetti cybercop.
La crew. Due dei detenuti sono comparsi davanti al giudice che ha
deciso di far scattare gli arresti preventivi per 90 giorni, onde evitare che
compromettano le prove.
Gli altri sono invece due fratelli gemelli di 17 anni,
sottoposti a libertà vigilata.
L’ispettore di polizia Gerardo Reventos ha dichiarato che
appartengono al terzo gruppo di cracker più importante del pianeta, dopo
una banda asiatica e un’altra brasiliana.
Gli arresti sono stati compiuti a Santiago e nelle località
meridionali di Buin e Rancagua. Si tratta di un’operazione maturata dopo otto
mesi di indagini condotte sia dalla polizia che dai servizi segreti
statunitensi, israeliani e sudamericani.
Il capo banda è l’ingegnere Leonardo Hernandez, 23 anni,
conosciuto con il nickname di Nettoxic, ricercato da vari paesi e,
secondo i dati della polizia, responsabile di defacement (nell'ambito della
sicurezza informatica, defacement, dall’inglese deturpare, ha il significato di
cambiare illecitamente la home page di un sito web, la sua "faccia" o
modificarne, sostituendole, una o più pagine interne) di molti siti web. Il
giovane si è comunque precipitato a spiegare che non lo ha fatto per denaro,
bensì per svago, per divertimento.
Il secondo degli arrestati, il 18enne Carlos Amigo, si fa
chiamare Ssh-2, mentre i fratellini sono Codiux e Phnx.
Una lunga lista. “Fino a questo momento abbiamo una lista di 8.075 siti
violati”, dichiarano gli inquirenti. L’ispettore Reventos ha precisato che le
detenzioni sono state possibili, appunto, per la collaborazione dell’Interpol,
della Cia e di vari servizi segreti di paesi mediorientali e sudamericani,
mentre riguardo alle motivazioni che sarebbero dietro alle attività di questi
pirati dell’web ha aggiunto: “oltre al divertimento personale, sospettiamo che
ci siano interessi superiori”.
Il funzionario della procura, Mario Schilling, ha precisato
che in accordo con la legge cilena, gli hacker rischiano una pena fino a cinque
anni di reclusione per il delitto di “sabotaggio elettronico” e tutti i paesi
colpiti dai 4 pirati hanno il diritto di iniziare i procedimenti per
richiederne l’estradizione e poterli giudicare per ogni singola colpa.
Cracker, lamer, o che dir si voglia. Secondo
Zone-h.org,
il sito che da anni segue le tracce delle attività di
cracker di mezzo
mondo, la
Byond Crew a cui apparterrebbero gli arrestati ha colpito 8.042 siti
web dal febbraio di quest'anno a oggi. A detta degli esperti del sito, la
dichiarazione che tutto sia stato fatto "per divertimento" potrebbe
non essere credibile: a guardare i primi attacchi del gruppo le pagine dei siti
colpiti sono state sostituite con dichiarazioni politiche. Secondo quanto
riporta il quotidiano internet Punto Informatico, dando un'occhiata ai
defacement firmati dalla
crew, i messaggi più ricorrenti si proponevano come
"cyberprotesta” contro la guerra, come sorta di appello per la fine delle
tensioni e dei conflitti, con particolare riferimento a quelli
israelo-palestinesi. È quello che hanno fatto al sito della Nasa, nel quale
hanno cambiato l’home page inserendo messaggi pacifisti.
A quanto ha spiegato loro Roberto Preatoni di Zone-h, gli
aggressori sono stati presi perché hanno commesso una serie di errori che hanno
consentito alla polizia di rintracciarli.
Per alcuni esperti della rete, infatti, non si tratterebbe
di veri e propri
crackers, bensì di ingenui
lamer, ossia
aspiranti cracker con conoscenze informatiche limitate. Come riporta Wikipedia,
il termine inglese usato in genere in senso dispregiativo, significa
letteralmente "zoppo", ma si potrebbe rendere in italiano con un
termine come sfigato.