09/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In manette i giovani cracker che hanno cambiato la home della Nasa inserendo slogan pacifisti
Quattro pirati della rete, tutti cileni, sono stati arrestati per essersi infiltrati in numerosissimi server, alcuni dei quali collegati a siti internazionali di paesi quali Argentina, Bolivia, Colombia, Stati Uniti, Israele, Perù, Turchia e Venezuela. Non solo, avrebbero violato anche il sito della Nasa. Appartenevano a una delle cracker crew (bande di esperti informatici che entra abusivamente in sistemi altrui allo scopo di danneggiarli) più potenti del mondo, il Byond Hackers Team o Byond Crew,
A riferirlo è la sezione specializzata in delitti cibernetici, i cosiddetti cybercop.
 
pirati informaticiLa crew. Due dei detenuti sono comparsi davanti al giudice che ha deciso di far scattare gli arresti preventivi per 90 giorni, onde evitare che compromettano le prove.
Gli altri sono invece due fratelli gemelli di 17 anni, sottoposti a libertà vigilata.
L’ispettore di polizia Gerardo Reventos ha dichiarato che appartengono al terzo gruppo di cracker più importante del pianeta, dopo una banda asiatica e un’altra brasiliana.
Gli arresti sono stati compiuti a Santiago e nelle località meridionali di Buin e Rancagua. Si tratta di un’operazione maturata dopo otto mesi di indagini condotte sia dalla polizia che dai servizi segreti statunitensi, israeliani e sudamericani.
Il capo banda è l’ingegnere Leonardo Hernandez, 23 anni, conosciuto con il nickname di Nettoxic, ricercato da vari paesi e, secondo i dati della polizia, responsabile di defacement (nell'ambito della sicurezza informatica, defacement, dall’inglese deturpare, ha il significato di cambiare illecitamente la home page di un sito web, la sua "faccia" o modificarne, sostituendole, una o più pagine interne) di molti siti web. Il giovane si è comunque precipitato a spiegare che non lo ha fatto per denaro, bensì per svago, per divertimento.
Il secondo degli arrestati, il 18enne Carlos Amigo, si fa chiamare Ssh-2, mentre i fratellini sono Codiux e Phnx.
 
Una lunga lista. “Fino a questo momento abbiamo una lista di 8.075 siti violati”, dichiarano gli inquirenti. L’ispettore Reventos ha precisato che le detenzioni sono state possibili, appunto, per la collaborazione dell’Interpol, della Cia e di vari servizi segreti di paesi mediorientali e sudamericani, mentre riguardo alle motivazioni che sarebbero dietro alle attività di questi pirati dell’web ha aggiunto: “oltre al divertimento personale, sospettiamo che ci siano interessi superiori”.
Il funzionario della procura, Mario Schilling, ha precisato che in accordo con la legge cilena, gli hacker rischiano una pena fino a cinque anni di reclusione per il delitto di “sabotaggio elettronico” e tutti i paesi colpiti dai 4 pirati hanno il diritto di iniziare i procedimenti per richiederne l’estradizione e poterli giudicare per ogni singola colpa.
 
Due esperti di computer all'operaCracker, lamer, o che dir si voglia. Secondo Zone-h.org, il sito che da anni segue le tracce delle attività di cracker di mezzo mondo, la Byond Crew a cui apparterrebbero gli arrestati ha colpito 8.042 siti web dal febbraio di quest'anno a oggi. A detta degli esperti del sito, la dichiarazione che tutto sia stato fatto "per divertimento" potrebbe non essere credibile: a guardare i primi attacchi del gruppo le pagine dei siti colpiti sono state sostituite con dichiarazioni politiche. Secondo quanto riporta il quotidiano internet Punto Informatico, dando un'occhiata ai defacement firmati dalla crew, i messaggi più ricorrenti si proponevano come "cyberprotesta” contro la guerra, come sorta di appello per la fine delle tensioni e dei conflitti, con particolare riferimento a quelli israelo-palestinesi. È quello che hanno fatto al sito della Nasa, nel quale hanno cambiato l’home page inserendo messaggi pacifisti.
A quanto ha spiegato loro Roberto Preatoni di Zone-h, gli aggressori sono stati presi perché hanno commesso una serie di errori che hanno consentito alla polizia di rintracciarli.
Per alcuni esperti della rete, infatti, non si tratterebbe di veri e propri crackers, bensì di ingenui lamer, ossia aspiranti cracker con conoscenze informatiche limitate. Come riporta Wikipedia, il termine inglese usato in genere in senso dispregiativo, significa letteralmente "zoppo", ma si potrebbe rendere in italiano con un termine come sfigato.

Stella Spinelli

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