08/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Governo e maoisti hanno raggiunto uno storico accordo che pone fine a dieci anni di guerra
“Finalmente la pace”, titolano a caratteri cubitali i giornali nepalesi di oggi. La notte scorsa, dopo quattordici ore di negoziato ininterrotto, governo e guerriglia maoista hanno raggiunto uno storico accordo che pone fine a dieci anni di guerra civile: un bagno di sangue costato la vita a oltre tredicimila persone.
 
Cittadini di Kathamandu leggono i giornali di oggiI contenuti dell’accordo. L’accordo – che verrà firmato il 16 novembre –  prevede, dal punto di vista militare, l’ingresso entro il 21 novembre di tutti i guerriglieri maoisti in sette accampamenti (nei distretti di Ilam, Sindhuli, Kavre, Palpa, Rolpa, Surkhet e Kailali), la chiusura di tutte le loro armi in tre magazzini sorvegliati da soldati delle Nazioni Unite, sistemi di allarme e telecamere a circuito chiuso. Lo stesso varrà per le armi dell’esercito governativo.
Dal punto di vista politico è previsto lo smantellamento, entro il 26 novembre, delle strutture di governo parallelo create dai maoisti nelle zone da essi controllate, l’immediata espansione del corpo parlamentare al fine di permettere l’ingresso di 73 deputati maoisti (due in meno di quelli del partito di governo), la formazione, entro il 1° dicembre, di un governo di transizione del quale faranno parte anche i maoisti e l’elezione, entro giugno 2007, di un’assemblea costituente che deciderà il futuro della monarchia nepalese con votazioni a maggioranza semplice.
 
Guerriglieri maoistiUn accordo che reggerà. Per Ram Chandra Poudel, che ha condotto i negoziati per conto del governo, la decisione “apre la porta alla creazione di un nuovo Nepal”, mentre per Annata, leader del ribelle Esercito di liberazione popolare, “l’accordo fa entrare il Paese in una nuova era”.
Quello firmato oggi è il terzo accordo di pace: i primi due, del 2001 e del 2003, sono falliti e sono stati seguiti da nuove violente fasi di conflitto.
Secondo le analisi e i commenti che si leggono sui giornali locali, ma anche sulla stampa internazionale, quello di oggi è invece destinato a durare, dato che prevede l’avvento di un governo multi-partitico che ridurrà notevolmente i poteri del re Gyanendra, considerato dai ribelli uno dei principali responsabili del conflitto.
A Kathmandu ci sono state manifestazioni di giubilo, ma anche di condanna nei confronti dei maoisti, accusati di aver visitato moltissime abitazioni per “chiedere” ai residenti della capitale di dare cibo ai “compagni” che arriveranno in città venerdì per una manifestazione di celebrazione della pace.
 

Enrico Piovesana

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