08/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ortega vince a braccetto con Morales Corazo, capo politico e ideologico della controrivoluzione
Ormai è ufficiale: Daniel Ortega, Fronte sandinista di liberazione nazionale, è di nuovo il presidente del Nicaragua. Con un vantaggio di 7 punti su Eduardo Montealegre, l’ex rivoluzionario, ora democratico e pacifista, torna dopo 16 anni al timone del paese. Ma questa volta, lo fa a braccetto di un vice che la dice lunga su quanta acqua sia passata sotto i ponti.
 
Morales CarazoMorales Carazo è l’uomo dai mille volti. Banchiere ricco e colto amante dell’arte, è un talentuoso comunicatore dalla grande sensibilità politica. Si affaccia alla vita politica sotto la dittatura di Somoza, di cui sposa l’ideologia facendosene strenuo difensore. Era la fine degli anni Cinquanta e il paese si preparava a subire grandi trasformazioni, prima fra tutte l’emergere del capitale finanziario, di quelle banche, di quelle imprese che cominciarono a giocare non più con il caffè, il mais, i fagioli, ma con il denaro. È da qui che emerse Carazo. Ed è proprio in un’impresa finanziaria che conoscerà un avvocato di belle speranze, Arnoldo Aleman, di cui sarà il capo per anni.
 
Sempre sulla cresta. Quando scoppiò la rivoluzione sandinista contro il dittatore-fantoccio della Casa Bianca, Carazo e Aleman continuarono assieme in un cammino di totale fedeltà al somocismo, disprezzando quei settori della borghesia e della finanza che saltarono all’ultimo sul carro del vincitore. Carazo fu, persino, fra coloro i quali furono puniti con pesanti confische in nome dei principi della revolucion rojainegra.
Morales Carazo divenne, dunque, fra i principali oppositori dei sandinisti, e fra i protagonisti di quella politica di aggressione contro il Nicaragua, diretta dagli Stati Uniti di Reagan. Fu uno dei principali capi politici e ideologici della controrivoluzione.
“Come ha egli stesso ammesso, Carazo fu uno strumento diretto della Cia, del Pentagono e delle politiche emanate dal Consiglio di Sicurezza Nazionale e della Casa Bianca, direttori politici di primo livello della controrivoluzione”, tiene a precisare Julio Lopez Campos, analista politico legato a doppio filo alla rivoluzione.
 
Daniel Ortega, con la camicia rosa, colore della nuova alleanzaL'uomo giusto. E quando, nel ’90, il governo sandinista capì di essere arrivato al capolinea e decise di negoziare per cercare un cammino di pace di cui il paese aveva urgente bisogno, alla tavola delle trattative con gli esponenti di destra spalleggiati dagli Usa sedette proprio Carazo. Ai negoziati di Sapoá, dalla parte opposta a quella dove era seduto Humberto Ortega, fratello di Daniel, che era appunto il presidente del paese, sedette il banchiere somocista.
E fu da quel momento che iniziò la vera riscossa contro-rivoluzionaria: Morales Carazo è stato sempre a braccetto con Aleman, ne fu il capo della campagna elettorale, il ministro senza portafoglio del suo governo, il consigliere personale del presidente.
Il neo vicepresidente del Nicaragua di Ortega altri non è che il fautore delle passate sconfitte dello stesso Ortega. Ma dato che il progetto Aleman, ossia il neosomocismo, è fallito miseramente che fare per restare al potere? l’unica alternativa è stata saltare adesso sul carro del probabile vincitore, o  meglio, mettersi a guidare quel carro, stringendo un patto con il nemico di sempre, quel Daniel Ortega, che in 16 anni ha dimostrato tutta la capacità di resistenza del suo Frente sandinista.
 
Carazo e Ortega sul palco, osannato dai sandinistiDi qui il patto, la spartizione del potere, in barba a quella parte di ricchi destrorsi che odiano visceralmente i sandinisti e disprezzano allo stesso tempo gli arricchiti ‘vendicarbone’ alla Aleman, e la gentaglia tipo Carazo. E in barba ai 4 milioni di poveri, che altro non aspettano se non riforme strutturali che è probabile che questo governo rimanderà a lungo in nome della stabilità economica, degli investimenti dei privati (“vero motore dello sviluppo del paese”), del patto commerciale con gli Usa e del controllo dell’inflazione, come si è già precipitato a dichiarare il neo vice di Ortega.  

Stella Spinelli

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità