Aumentano gli attacchi dei ribelli. Le forze russe rispondono intensificando i bombardamenti

Serjen-Yurt è un piccolo villaggio di collina, venti
chilometri a sud-est di Grozny. Poche decine di case allineate lungo la strada
sterrata che dalla piana di Shali si inerpica verso le montagne di Vedenò, più
a sud, risalendo il corso del fiume Khulkhulau.
I fitti boschi che coprono le alture a monte del villaggio
sono rifugio dei guerriglieri indipendentisti, e per questo obiettivo dei
bombardamenti dell’artiglieria russa posizionata alla periferia della città di
Shali, a valle. Quasi ogni notte le bombe sibilano poco sopra i tetti di
Serjen-Yurt, andando a cadere nei boschi, a poche centinaia di metri dalle
case, con forti esplosioni che fanno tremare la terra, i muri e le persone.
Notti sotto le bombe.
“Vanno avanti così da tutta l’estate”, ha raccontato al
Prague Watchdog un residente. “Spesso il bombardamento va avanti
per tutta la notte. Abbiamo paura, dormire è impossibile. Molti si rifugiano nelle
cantine fino a quando i sibili e i boati non cessano”.
Ma spesso qualcuno, soprattutto i più anziani, non regge
allo stress e allo spavento. Il 19 ottobre un vecchio del villaggio è stato
fulminato da un infarto durante un bombardamento. Vittima, indiretta, di questa
guerra infinita.
Per immaginare quello che stanno passando queste persone, cosa
sentono ogni notte, si pensi solo che il tremore del terreno causato dallo
scoppio delle bombe ha gravemente danneggiato un’ottantina di case del
villaggio: grandi crepe sui muri, soffitti crollati e altri danni paragonabili
a quelli di un forte terremoto. Uno ogni notte.
Guerriglia più
attiva. Se le forze russe non fanno tacere i loro cannoni, nemmeno gli
indipendentisti ceceni danno tregua ai loro nemici. Anzi. I vertici militari russi
hanno ammesso che l’uccisione dei capi della guerriglia (
Maskhadov,
Sadulayev e
Basayev) non ha inferto un duro colpo alla resistenza cecena, come molti di
loro si aspettavano. Al contrario, il nuovo leader dei ribelli, Doku Umarov, ha
rinnovato i comandi locali dando un nuovo impulso alla guerriglia.
Il generale Yevgeny Baryaev ha dichiarato che “dall’inizio
di ottobre la situazione in Cecenia è nettamente deteriorata, specialmente
sulle montagne del distretto di Vedenò”. Ha fatto alcuni esempi. “I ribelli
hanno ripreso a compiere incursioni nei villaggi di montagna per comprare viveri,
hanno notevolmente aumentato la frequenza dei loro attacchi”.
Ma se ne potrebbero fare anche altri, come la nuova usanza
dei guerriglieri di allestire posti di blocco lungo le strade, dove fermano
le auto per controllare i documenti: chi ha tesserini del governo o della
polizia viene freddato all’istante.
Lo stesso presidente ceceno Alu Alkhanov ha riconosciuto che
“i ribelli sono diventati più attivi in diverse zone della Cecenia”.