10/12/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.7 - 2004 dal 3/12 al 10/12
Mondo - L’8 dicembre è stato pubblicato il rapporto sulla situazione alimentare mondiale del 2004 dell’agenzia delle Nazioni Unite FAO (Food and Agricolture Organization), denominato Sofi 2004 (The State of Food Insecurity in the World 2004). Ogni anno la fame e la malnutrizione causano la morte di 5 milioni di bambini e la nascita di 20 milioni di neonati sotto peso. Fra il 2000 e il 2002 le persone che hanno sofferto la fame sono 852 milioni, di cui 815milioni nei Paesi poveri, 28milioni in quelli considerati a metà strada e ben 9milioni nei Paesi industrializzati. Il costo degli interventi per combattere la fame ammonta a circa 30 miliardi l’anno, cinque volte la cifra richiesta dal Fondo Globale per la lotta ad AIDS, tubercolosi e malaria. Ma il problema della fame nel mondo ha anche un costo indiretto, causato dalla perdita di produttività e di entrate, che supera i 500 miliardi di dollari. Il rapporto sottolinea anche qualche dato positivo: oltre 30 nazioni (che rappresentano circa la metà della popolazione nelle zone in via di sviluppo) nel corso degli anni novanta sono riuscite a ridurre di almeno un quarto il numero di persone che soffrono la fame, dimostrando che è possibile ottenere progressi rapidi.

Afghanistan - Il 7 dicembre Hamid Karzai si è ufficialmente insediato alla presidenza dell'Afghanistan nel corso di una cerimonia cui ha partecipato anche il vicepresidente statunitense Dick Cheney. Poche ore prima, 6 guerriglieri talebani e 4 soldati afgani sono morti nel corso di una battaglia seguita ad un massiccio attacco notturno sferrato da un centinaio di talebani contro una postazione militare governativa nella provincia sudorientale di Khost. La stessa notte, sempre nella provincia di Khost, 2 talebani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con soldati Usa. Il 3 l'ambasciatore Usa in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha proposto un'amnistia per tutti i talebani che consegneranno le armi al governo di Kabul. Le vittime di questa settimana fanno salire a 1.095 il numero dei morti dal 1° gennaio 2004 a causa del teoricamente concluso conflitto afgano.

Kashmir (India) - Il 3 guerriglieri kashmiri del gruppo Al-Mansoorain hanno attaccato una caserma della polizia speciale indiana (SOG) nella cittadina di Sopore, distretto di Baramulla, uccidendo 5 agenti e perdendo 2 feddayn. Il 5 guerriglieri del gruppo Hizbul Mujahedin hanno fatto saltare un furgoncino su cui viaggiavano 10 soldati delle truppe speciali indiane (RR) e 2 civili nel distretto meridionale di Pulwama, uccidendo tutti gli occupanti del mezzo. Lo stesso giorno l'esercito indiano ha assaltato una moschea nel villaggio di Bann, distretto di Anantnag, dove si erano nascosti alcuni guerriglieri, uccidendone 3.

Cecenia (Russia) - Il 4 le forze speciali russe hanno sequestrato nel villaggio di Khosi-Yurt i parenti del leader indipendentista, ed ex presidente ceceno, Aslan Maskhadov. Il 5 uno scontro a fuoco tra guerriglieri separatisti e forze russe sulle montagne del sud ha causato la morte di 2 soldati federali. Lo stesso giorno 3 civili sono stati uccisi dopo aver forzato un un posto di blocco russo ai confini con l'Inguscezia. Il 6 un camion dell'esercito russo è saltato un una mina a Grozny: 6 soldati sono morti. Il 7 altri 2 militari sono morti alla periferia della città quando il loro camion è saltato su una mina. Lo stesso giorno altri 2 soldati sono rimasti uccisi mentre cercavano di disinnescare una bomba nei pressi di Grozny. La scorsa settimana Taus Djabrailov, presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Cecena (amministrazione filo-russa) ha ammesso che le vittime del decennale conflitto ceceno sono almeno 200 mila, di cui 20 mila bambini. Djabrailov ha stimato che attualmente ogni mese la guerra uccide 50 civili ceceni.

Nepal - Sarebbero almeno 21 i morti - 19 ribelli, un agente della polizia e un bambino di appena 8 anni - nei violenti scontri in Nepal tra le forze della sicurezza e i guerriglieri maoisti. Ne ha dato notizia il 9 dicembre un’emittente radio locale privata, Kantipur Fm, citando testimoni e fonti della polizia. Sempre il 9 nella capitale Katmandu è scoppiata  una bomba contro un edificio governativo. Il 5 sono stati rapiti un giudice e un consigliere del re Birendra, ucciso nel massacro reale del 2001. La polizia ha dichiarato che i rapitori potrebbero essere guerriglieri maoisti. Il giorno successivo le Nazioni Unite hanno iniziato una campagna investigativa sui desaparecidos nepalesi: oltre 1400 dall’inizio del conflitto nel ’96. I rapimenti vengono compiuti sia dalle forze di governo sia dai guerriglieri del Partito comunista nepalese (Ncp). Sempre il 6, almeno 15 ribelli e 1 soldato governativo sono rimasti uccisi in uno scontro nella zona di Sainbar vicino al distretto occidentale di Bardia. Il conflitto nepalese ha causato finora 10.000 vittime.

Indonesia - Almeno 10 guerriglieri separatisti sono stati uccisi questa settimana dai militari governativi nella provincia settentrionale dell’Aceh. Il conflitto tra ribelli separatisti del Movimento Aceh libero (Gam) ed Esercito governativo indonesiano dura dal 1976 e finora ha causato 13.000 vittime.

Thailandia -  Una bomba è esplosa il 7 dicembre nel villaggio di Tarita, nella provincia meridionale del Narathiwat, colpendo un veicolo militare e ferendo 6 soldati e 1 civile.

Colombia - Il 4 gravi scontri tra guerriglia, paramilitari ed esercito al confine con l’Ecuador. Decine di vittime tra i civili, contadini dei villaggi colombiani di El Ajì e Lomincito. Durante un combattimento tra paramilitari e guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) nella località di Bebedo, sono rimasti uccisi 12 civili, tra cui una bambina di 7 anni.

Iraq - Il 3 un'autobomba è esplosa davanti ad una moschea sciita a Baghdad uccidendo 14 persone dopo la preghiera del venerdì. Contemporaneamente, un gruppo di guerriglieri, ha assaltato un comando di polizia della capitale uccidendo 11 agenti. A Mosul, nel nord del Paese, 6 persone sono morte in due attacchi dei ribelli: il primo contro il palazzo del Governatore e il secondo contro una pattuglia di militari statuitensi. Il 4, a Mosul, un'autobomba ha ucciso 17 combattenti curdi, i peshmerga. A Baghdad sono esplose contemporaneamente due autobombe uccidendo 16 persone, tra cui 5 agenti del commissariato di polizia che era l'obiettivo dell'attacco. Il 5 l'Unicef ha diffuso i risultati di una ricerca secondo la quale, dall'inizio della guerra, sarebbe raddoppiato il numero dei bambini denutriti in Iraq. Sempre il 5 dicembre sono state 21 le vittime di tre attacchi della guerriglia a Baji, a Kirkuk e a Tikrit. Secondo le ultime stime sarebbero 16804 le vittime civili del conflitto in Iraq, mentre le vittime tra i militari sono 1428.

Israele-Palestina - Il 5 l''Associazione per i Diritti Civili in Israele ha accusato il ministero dell'Interno israeliano di perpetuare ripetute violenze contro i civili e di violare i diritti umani. 2 palestinesi sono morti il 7 durante un attacco missilistico compiuto da Israele sulla città di Gaza. Un ufficiale dell'esercito israeliano, in un intervista radiofonica del 8 dicembre, ha ammesso che sono stati uccisi 148 palestinesi disarmati nel 2004. Tutti civili. Sempre per errore.

Algeria - Il 6 le forze di sicurezza algerine hanno ucciso 5 miliziani armati delle forze integraliste islamiche che si oppongono al governo centrale. La guerra civile che ha insanguinato l'Algeria negli anni Novanta ha ucciso 150 mila persone, ma da quando è finita, continua lo stillicidio di scontri tra militari e miliziani.

Repubblica Democratica del Congo - Continuano gli sconfinamenti delle truppe rwandesi che si addentrano nel territorio del Congo alla ricerca di guerriglieri Hutu rifugiati dopo il genocidio del 1994. In settimana ci sono stati scontri anche nella zona dell'Ituri, al confine con l'Uganda. Il 5 le truppe delle Nazioni Unite hanno attaccato un villaggio controllato da un gruppo ribelle mettendolo in fuga. Nell'operazione sono rimasti feriti 2 caschi blu e sono morti 2 ribelli. Nel villaggio raso al suolo un numero imprecisato di civili è stato ucciso.

Somalia - Ancora combattimenti tribali nelle regioni centrali della Somalia, ancora numerose vittime. Le fonti locali indicano 100 persone uccise e più di 180 ferite nei combattimenti di questa settimana. Altre migliaia di persone sono in fuga. Gli ultimi scontri sono scoppiati intorno alla citta' di Gelinsor, nelle provincia di Mudug, lungo i confini con l'Etiopia. Molte delle vittime sono donne e bambini.


Categoria: Guerra
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