06/11/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Una soldatessa Usa morta nel 2003 in Iraq, dove partecipava agli interrogatori, in realtà si suicidò
Ufficialmente, il soldato speciale Alyssa Peterson morì il 15 settembre 2003 in Iraq per “una scarica d’arma da fuoco non-ostile”. Cioè, a causa di un colpo partito accidentalmente da un’arma statunitense, come capitato in altre occasioni. Così la sua morte è stata registrata nell’elenco dei caduti Usa al fronte, sebbene le circostanze esatte dell’episodio non siano mai state appurate. Oggi, grazie all’inchiesta di un giornalista che ha voluto vederci chiaro, è emerso che la 27enne Peterson in realtà si sarebbe suicidata. Da traduttrice che parlava arabo, era stata assegnata agli interrogatori nella base dell’aeronautica a Tal-Afar, nel nord-ovest dell’Iraq. E quello che vide le provocò una crisi di identità, che la portò a decidere di farla finita.
 
Alyssa PetersonIl suicidio. La nuova versione è stata esposta da Kevin Elston, un giornalista di una radio di Flagstaff, la città dell’Arizona dove viveva la Peterson. Elston ha lavorato sul caso della ragazza dall’anno scorso. Dopo centinaia di telefonate e una richiesta di documenti militari alla magistratura, ha ottenuto il rapporto ufficiale sulla morte del soldato Peterson. Ne è emersa una storia diversa: la ragazza si era lamentata delle tecniche usate negli interrogatori dei prigionieri. Dopo avervi partecipato per due sere, si rifiutò di continuare. Fu quindi assegnata al controllo delle guardie irachene al cancello della base, e indirizzata al trattamento per la prevenzione dei suicidi. “Ma la conclusione degli investigatori dell’esercito è che, il 15 settembre 2003, la Peterson si uccise sparandosi con il fucile di servizio”, rivela il documento ottenuto da Elston. Le descrizioni delle tecniche di interrogatorio che non piacevano alla ragazza, però, sono state distrutte. In quel periodo, tra l’altro, non era ancora scoppiato lo scandalo degli abusi ad Abu Ghraib.
 
Un'immagine degli abusi sui prigionieri nelle carceri iracheneStudentessa modello. Elston ha contattato ex commilitoni della Peterson, apprendendo che la ragazza non riusciva a separare le sue convinzioni personali dai suoi doveri professionali. La Peterson, una mormone praticante, dopo la laurea in psicologia dimostrò una sorprendente capacità di imparare lingue nuove. Durante la sua permanenza in nei Paesi Bassi, in missione con i mormoni, imparò l’olandese. Una volta arruolata, studiò anche l’arabo: aveva così un posto assicurato in Iraq, per tradurre documenti nemici e partecipare agli interrogatori. Dal fronte aveva comunicato al padre il suo disagio: in seguito, l’uomo disse di aver avuto una tragica premonizione. Che purtroppo si avverò. 

Alessandro Ursic

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