stampa
invia
Mezzo milione di armi. La notizia viene da un
rapporto richiesto a marzo dal senatore John W. Warner, repubblicano della
Virginia, che ha chiesto una valutazione sulla formazione delle forze di
sicurezza irachene all’Ispettore Generale per la Ricostruzione Irachena, Stuart
Bowen. L’ispettore ha riscontrato significative discrepanze nelle registrazioni
militari: non si sa dove siano finite migliaia di pistole 9 mm e fucili di
assalto. Su mezzo milione di armi giunte in Iraq, solo 12 mila sono state
registrate. Mancano all’appello pistole, lanciarazzi, granate, fucili
d’assalto, mitragliatori e fucili di precisione. I fucili d’assalto in
particolare sono andati a ruba, 751 M1-F sono stati spediti in Iraq, ma non se
ne trova più nemmeno uno.
Mercato nero. Data la compromissione tra i ministeri
dell’Interno e della Difesa dei precedenti governi iracheni con le squadre
della morte, si teme che parte di quelle armi possano essere finite nelle mani
delle milizie e usate contro la popolazione civile o le stesse truppe Usa. Il
mercato nero delle armi, a Baghdad e non solo, è molto attivo e l’alto tasso di
corruzione fa sì che le divise dell’esercito o della polizia possano essere
acquistate con facilità. Lo stesso potrebbe essere accaduto con le armi made in
Usa non registrate. L’esercito ha risposto alla relazione
commissionata dal Senatore Warner, ammettendo delle lacune e promettendo di
istituire un procedimento di catalogazione accurato, che non è ancora stato
studiato. L’inchiesta dell’Ispettore Generale Bowen si limita però alle armi
pagate dai contribuenti Usa e non considera quelle pagate anche da altre fonti:
gli altri governi della Coalizione e anche quello iracheno. Le armi di cui si
è
persa traccia oltre 500 mila.
Logistica. Il senatore Warner ha anche chiesto
all’agenzia federale se le forze irachene stiano effettivamente sviluppando
capacità logistiche per gestire le centinaia di migliaia di soldati formati,
tali da non avere più bisogno delle truppe Usa. La risposta, anche in questo
caso, è giunta in forma di una relazione, in cui si sostiene che le forze di sicurezza
irachene dipendono ancora in gran parte da quelle statunitensi per tutte le
questioni logistiche: dalle forniture di carburante e munizioni, al trasporto
delle truppe e dei feriti, alla manutenzione delle attrezzature in generale.
L’esercito Usa, si legge nel rapporto, non è in grado di dire quanti logisti
iracheni siano stati formati, a causa della rottura di un computer che
conteneva quei dati. Il governo Usa ha speso finora 133 milioni di dollari in
forniture di armi per gli iracheni e altri 666 milioni per la formazione dei
logisti. Naoki Tomasini