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Al termine della notte.
Cominciò con 13 clienti. Adesso l'Usha multi-purpose co-operative
society (questo il nome dell'istituto bancario) si prepara ad aprire 12
nuove filiali e ad avere 20 mila clienti in tutto il Bengala
occidentale. L'idea ricalca da presso quella di un altro bengalese,
Muhammad Yunus, Premio Nobel per la pace e fondatore della Grameen
Bank, che garantisce in India e Bangladesh il microcredito ai poveri.
Mrinal Dutta, attuale direttore dell'istituto, aiutò Rekha nella
fondazione della banca. Egli stesso figlio di una prostituta, si
chiese: "Queste donne lavorano molto ma non riescono a risparmiare i
loro soldi. Perché non raccogliere i proventi della loro fatica ogni
mattina prima che spariscano?". Così, al termine della notte, i
funzionari passano casa per casa a raccogliere i guadagni delle
ragazze, anticipando protettori, usurai e approfittatori.
Un fatturato da 52 milioni di euro. Nel 2004 il capitale della Usha ha raggiunto i 25 milioni di rupie (430 mila
euro),
con un fatturato di 52 milioni di rupie (940 mila euro).
Non c'è bisogno di Bancomat per prelevare soldi, nè è necessario saper scrivere
- molte ragazze non sanno farlo - per compilare una richiesta di prelievo o altri
documenti. Le operazioni vengono fatte con le impronte digitali. "Si basa tutto
sulla fiducia - dice ancora Rekha -. Noi conserviamo in banca i sogni e le speranze
di queste ragazze".
La banca non è un ente assistenziale - tengono a precisare i fondatori - ma un
sistema di sostegno finanziario la cui finalità politica è quella di combattere
per il riconoscimento dei diritti delle prostitute. La prostituzione è infatti
un'attività illegale in India, e le donne che la praticano sono vittime di sfruttamento
e abusi di ogni sorta: disprezzo sociale, arresto e stupro da parte dei poliziotti.
"Adesso - ha raccontato ancora Rekha - quando vado dalla polizia mi dicono: '"Prego,
signora, si sieda"'. Luca Galassi