stampa
invia
Arteria vitale. L'incontro di Ginevra era carico di aspettative. L'ultimo incontro tra i ribelli
dell'Ltte (Tigri per la liberazione della patria Tamil) e il governo si era tenuto
nel febbraio scorso. Da allora le vittime degli scontri sono state oltre 3 mila;
200 mila gli sfollati interni. I mediatori norvegesi si attendevano almeno un
impegno formale a rispettare il cessate il fuoco, impegno più volte disatteso,
soprattutto dalle Tigri. Invece, queste ultime sono state irremovibili: nessun
dialogo se l'autostrada non verrà riaperta. Le Tigri hanno fatto appello alla
crisi umanitaria in cui versa la penisola di Jaffna a causa della chiusura della
A9, unico collegamento con il sud. La popolazione, a schiacciante maggioranza
Tamil, viene rifornita da Colombo via mare e via aria. "L'interruzione dell'autostrada
- ha detto il rappresentante delle Tigri, S. P. Thamilchelvan - è come la costruzione
di un muro di Berlino. Il nord si è trasformato in una prigione per 600 mila persone,
sotto l'occupazione di un esercito di 30 mila uomini". Prima del formale 'cessate
il fuoco' la strada era stata chiusa per 8 anni, dal '94 al 2002. Spesso, da allora,
le Tigri l'hanno utilizzata per 'tassare' merci e persone: un pedaggio riscosso
per finanziare la ribellione.
Paese diviso. Da parte sua, a Ginevra il governo ha posto l'accento sulla cessazione immediata
degli attentati terroristici da parte delle Tigri. Il braccio di ferro tra le
parti non è altro che lo specchio di un Paese sempre più diviso, e l'irriducibilità
dei Tamil nell'avanzare le loro richieste ben esemplifica ciò che attende lo Sri
Lanka nelle prossime settimane: un'escalation di violenze, attentati, rappresaglie
e raid militari. Ad agosto si erano verificati gli scontri più intensi tra esercito
e ribelli, dal cessate il fuoco del 2002, con oltre cento morti in due giorni.
Nello stesso mese, gli aerei governativi, credendo che fosse un covo delle Tigri,
hanno bombardato una scuola, uccidendo 41 studentesse. A ottobre, il più grave
attacco suicida delle Tigri a un convoglio di militari ha provocato oltre 90 morti.
Per ragioni di sicurezza, la missione a guida norvegese (Slmm, Sri Lanka Monitoring
mission) incaricata di vigilare sugli accordi di pace del 2002, ha dovuto trasferirsi
a metà agosto da Trincomalee, nel nord-est del Paese, alla capitale Colombo. Le
Tigri Tamil hanno infatti dichiarato inaccettabile la presenza di cittadini della
Ue nei territori da loro controllati, da quando la stessa Unione Europea ha iscritto
le Tigri nella lista delle organizzazioni terroristiche. L'allora capo della missione,
generale Ulf Henricsson, ha duramente criticato la decisione della Ue, lamentando
che così facendo è stata concessa carta bianca al governo singalese per operare
una durissima repressione che ha coinvolto indirettamente anche decine di migliaia
di civili nel nord-est sotto assedio. La missione di monitoraggio è stata più
volte accusata di parzialità. Forse anche per questo, dal primo settembre scorso
ha cambiato la propria composizione: gli osservatori, il cui numero è stato ridotto
di un terzo, sono esclusivamente norvegesi e islandesi, due Stati che non appartengono
all'Ue, e il comando è stato affidato al norvegese Lars Johan Solvberg. Luca Galassi