Nulla di fatto per il seggio al Consiglio di Sicurezza. Le votazioni riprenderanno il 31 ottobre prossimo
Non era poi così difficile immaginare che alla fine fra Venezuela e Guatemala,
candidati entrambi per un seggio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,
sarebbe spuntato un terzo paese (e forse un quarto). Ed è quello che è successo.
Polemiche. Dopo le polemiche scaturite dal rifiuto esplicito statunitense di avere il Venezuela
nel Consiglio di Sicurezza (polemiche che hanno investito anche l’Italia, ‘rea’,
secondo il Segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice, di essersi astenuta alla
votazione riguardante il seggio per l’America Latina) adesso un nuovo spiraglio
sembra aprirsi all’orizzonte.
Il presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, Hugo Chavez, considerata
difficile l’elezione del suo paese (pur mantenendone la candidatura), ha infatti
espresso la volontà di proporre la Bolivia per il seggio non permanente, incassando
subito una risposta positiva dal presidente Evo Morales.
Lo stesso ha fatto il Guatemala, che ha fatto sapere di essere disposto a agevolare
la candidatura della Costa Rica. Ma è ancora tutto in alto mare, le votazioni
e le trattative si sono arenate.
La Bolivia e il Costa Rica. Sarà dunque la Bolivia il paese che raggiungerà i due terzi dei voti dell’Assemblea
necessari per prendere posto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? O
la Costa Rica? A un certo punto, dopo innumerevoli votazioni (ben 36) sembrava,
infatti, che il Venezuela e il Guatemala avessero deciso di fare un passo indietro.
Il Venezuela appoggiava la candidatura della Bolivia, il Guatemala quella della
Costa Rica, ma dopo una veloce riunione la trattativa è saltata.
Lo stesso leader boliviano, Morales, sembrava essere molto soddisfatto della
candidatura proposta da Chavez. “Magari potessimo ottenere il consenso, sicuramente
i nostri ambasciatori si mobiliteranno per vedere se la cosa sarà perseguibile”,
ha fatto sapere Morales che ha anche voluto sottolineare che la Bolivia manterrà
la sua posizione favorevole al Venezuela “fino alla morte”. Comunque la diplomazia
venezuelana aveva precisato di non aver mai parlato del ritiro della sua candidatura,
ma del fatto che il nome della Bolivia poteva essere inserito nelle eventuali
trattative.
Le votazioni (giunte alla 41° tornata) riprenderanno il 31 ottobre prossimo.