stampa
invia
Allarme suicidi. L’Australia sta sperimentando ormai il sesto anno di una crisi di siccità che
sta dimezzando i raccolti. Il 92 per cento del New South Wales, lo stato che rappresenta
ben un quarto della produzione agricola australiana, è praticamente senz’acqua.
L’associazione degli Agricoltori e degli Allevatori del New South Wales, The NSW
Farmers Association sostiene che nel solo stato del NSW, a partire dal 2001, 150
mila persone abbiano perso il lavoro e che il reddito delle fattorie sia calato
del 46 per cento. Diverse organizzazioni che offrono assistenza medico-psicologica
nell’Australia rurale hanno lanciato l’allarme. “Ogni quattro giorni, il proprietario
di una fattoria si toglie la vita,” ci dice la direttrice della Divisione Australiana
di Medicina, L’ Australian Division of General Practice (Adgp), Kate Carnell.
L’Adgp, un’organizzazione nazionale che rappresenta 120 centri medici sparsi in
tutto il continente, ha chiesto al governo, assieme all’organizzazione per la
lotta alla depressione Beyond Blue, di inviare 60 psicologi nelle campagne australiane
per aiutare i proprietari delle fattorie che stanno vedendo morire i propri raccolti
e allevamenti. Ma la siccità non colpisce soltanto chi lavora nel settore primario.
Comunità a rischio. “Intere comunità che vivono nell’Australia rurale subiscono l’impatto della
siccità
e vanno presi provvedimenti per aiutare queste comunità a sopravvivere” dice la
signora Carnell, che suggerisce al governo di inviare dei coordinatori a consigliare
i proprietari di fattorie, negozi e piccole imprese su come gestire il proprio
patrimonio. Ormai soltanto il dieci per cento dei 20 milioni di persone che popolano
l’Australia vive nelle campagne, e tali comunità rischiano di assottigliarsi ulteriormente,
o addirittura di scomparire. Il Professor Ian Hickie, un tempo direttore dell’organizzazione
nazionale Beyond Blue, insegna ora Psichiatria all’Università di Sydney e presiede
l’Istituto per la Ricerca sul Cervello e sulla Mente, The Brain & Mind Research
Institute. Hickie ci racconta che il numero di suicidi, di persone affette da
alcolismo e da depressione è normalmente più alto nelle campagne che in città.
“Più di 300 mila agricoltori ed allevatori soffrono di depressione ogni anno.
Questo perché sono luoghi estremamente isolati, i villaggi sono molto piccoli,
e le fattorie sono spesso a conduzione familiare”, spiega ancora Hickie.
Servizi medici insufficienti.
“Le famiglie guadagnano di solito appena il necessario per mandare
avanti la fattoria, e per fronteggiare questi anni di siccità si sono
spesso indebitate. Bastano uno o due cattivi raccolti e la situazione
si fa estremamente difficile”. Il professore sostiene che
l’elevato numero di suicidi nell’Australia rurale si verifichi anche
per lo scarso numero di servizi medici disponibili in questi luoghi. Il
direttore dell’organizzazione Beyond Blue, John Kenneth, sostiene che
la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Con la calda e secca
estate australiana alle porte, è difficile sperare nell’arrivo delle
piogge fino all’inizio del prossimo anno.