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Il fronte palestinese. L’anarchia della Striscia di
Gaza, e per certi versi anche della Cisgiordania, è sotto gli occhi di tutti.
Nel frattempo Haniyeh e Abbas non riescono a trovare un accordo per dar vita a
un forte governo di unità nazionale. Il rapimento di Morenatti è l’ennesimo
sintomo di come sia Hamas che Fatah non abbiano il controllo della situazione,
sempre più ingestibile con il proliferare di gruppi di cani sciolti. Testimoni
oculari hanno raccontato di una Volkswagen
bianca che, mentre il fotografo spagnolo camminava per le vie di Gaza City, lo
ha bloccato.
Il fronte israeliano. Il governo di Tel Aviv, da ieri, ha un nuovo sostegno al quale
appoggiarsi. E’ il partito Yisraeli
Beitenu (Israele, la nostra casa), guidato da Avigdor Lieberman. Quest’ultimo
e
il suo partito sono il punto di riferimento per la maggioranza dei cittadini
israeliani provenienti dall’ex Unione Sovietica. Questo blocco sociale
rappresenta circa 2 milioni di persone, delle quali molte non perfettamente
inserite nella società israeliana, guidata per lo più dall’élite aschenazita,
di origine mitteleuropea. Molti ebrei
di origine russa non parlano neanche l’ebraico e ci sono quartieri in alcune
città dove si è ricreata una piccola Mosca. Ma il loro voto conta, e parecchio.
Lieberman sarà il vice-premier e il suo appoggio permetterà al governo Olmert
di resistere alla bufera che ha travolto l’esecutivo dopo la guerra in Libano
di questa estate, che sempre più israeliani giudicano un fallimento. Per
salvarsi quindi, Olmert apre all’estrema destra, tentando di restare in sella
e
di sbarrare la strada della rimonta del Likud di Nethanyau nei sondaggi. Ma
questa mossa non lascia presagire nulla di buono sulla strada della pace.
Lieberman è infatti noto per le sue posizioni oltranziste verso i palestinesi,
ma quello che preoccupa di più è che è un fermo sostenitore della linea dura
contro Teheran. Inoltre, come a sottolineare che Lieberman si occuperà del
dossier nucleare iraniano, verrà creato
per lui un ministero degli Affari strategici, che si occuperà delle minacce
strategiche che Israele deve affrontare. Questo significa che il clima di
sfiducia dell’opinione pubblica verso il ministro della Difesa Peretz è ormai
ai livelli di guardia e che Lieberman affiancherà l’operato del leader
laburista, in particolare sulle scelte d’intelligence. Ma sembra evidente che
l’obiettivo è quello di tenere sotto controllo Ahmadinejad e le sue
dichiarazioni bellicose. Lieberman è un falco e, mentre la situazione in Medio
Oriente si aggrava, questa non è una buona notizia. Christian Elia