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Punizioni collettive. Due delle vittime appartenevano alle Brigate dei Martiri di
al-Aqsa, ma per le altre persone non ci sono certezze. I generali di Tel Aviv
si sono limitati a un laconico commento: “Abbiamo constatato che un certo
numero di miliziani palestinesi sono stati colpiti”. Mahmoud Abbas, il
presidente dell’Autorità Nazionale palestinese, ha invece commentato l’accaduto
definendolo un “massacro disgustoso, ancor di più perché avviene il giorno
della fine del Ramadan, sacro per i musulmani”.
Ancora il fosforo. “Le Forze di Difesa hanno utilizzato munizioni al fosforo in
diverse forme in diverse fasi. Le Forze di Difesa hanno fatto uso delle bombe
al fosforo durante la guerra contro Hezbollah in attacchi sferrati contro
obiettivi militari in campo aperto. La legge internazionale non vieta l´uso
delle armi al fosforo e le Forze di Difesa hanno usato questo tipo di munizioni
in conformità delle disposizioni del diritto internazionale”. Con queste parole
Jacob Edery, ministro dei
rapporti con il Parlamento del partito Kadima, rispondendo all’interrogazione
parlamentare di Zahava Galon, capogruppo alla Knesset del Meretz, sinistra
pacifista, ha chiarito in modo ufficiale che l’esercito d’Israele ha utilizzato
le munizioni al fosforo, il cui impiego non è vietato dalle convenzioni
internazionali, ma solo perché Israele non ha aderito al terzo protocollo della
Convenzione di Ginevra sulle armi convenzionali che prevede restrizioni
nell’uso di speciali tipi di armi, in particolare in zone abitate dai civili.
La polemica è destinata a continuare quindi, rispetto a un concetto di quello
che ‘non è vietato’, ma che finisce per punire duramente i civili, in Libano
come in Palestina.red