23/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Furoreggiano in Arabia Saudita i fuochi d'artificio dedicati a Hezbollah
Dall’Arabia Saudita a Napoli la strada è lunga, ma non per la tradizione dei fuochi d’artificio. La città del Vesuvio è maestra in Italia per la tradizione di festeggiare il Capodanno e in alcune zone del mondo islamico è tradizione festeggiare con ‘i botti’ la fine del Ramadan.
 
fuochi d'artificio a GeddaIronia esplosiva. In Arabia Saudita, e in particolare nella città di Gedda, una delle città più liberali del Paese,  l’usanza di far esplodere botti e razzi artificiali è una tradizione consolidata. Ma quest’anno c’è una novità. Non sarebbe raro infatti, trovandosi a passeggio per la via dei negozietti attorno alla porta Bab Makkah di Gedda, trovare su tutte le bancarelle una scritta che recita più o meno così: “Qui in vendita i razzi di Hezbollah”. Non si tratta però dei razzi katiuscia che hanno tenuto in scacco per un mese il nord d’Israele, costringendo alla fuga centinaia di persone durante l’invasione del Libano. E’ un modo come un altro di sottolineare con il folklore i fatti di cronaca. E qui si torna a riflettere sulla vicinanza tra Napoli e Gedda. Come accade infatti nella città partenopea, dove ogni anno vengono inventati nuovi ordigni esplosivi ai quali vengono dati nomi stravaganti, anche in Arabia Saudita si ricorre ai fatti e ai personaggi dell’attualità per dare un nome ai fuochi d’artificio protagonisti dello spettacolo.  Quindi accanto alla ‘Maradona’, ecco ‘Hezbollah’.
 
un sostenitore di Hezbollah porta un ritratto di NasrallahDatteri e bombe. Al di là della possibile valutazione sul fatto che ognuno ha l’attualità che gli è toccata in sorte dal destino, il fenomeno dei razzi d’artificio porta anche a una riflessione sulla popolarità che il movimento sciita libanese, filo-iraniano, è riuscito a procurarsi nel mondo arabo e islamico. Non bisogna dimenticare infatti, che l’Arabia Saudita è il guardiano dell’ortodossia del culto sunnita e il movimento Hezbollah e l’Iran non sono proprio amati da quelle parti. Il fatto che i razzi vengano dedicati agli uomini di Nasrallah significa che, nella sua strategia di comunicazione, Hezbollah è riuscito a ottenere esattamente quello che desiderava: accreditarsi come il baluardo della resistenza al governo d’Israele e alle operazioni militari condotte dall’esercito con la stella di David in Palestina e Libano. Anche nei paesi che, di solito, non hanno un buon rapporto con gl i sciiti.
Sulla stessa lunghezza d’onda quest'anno, in Egitto, Nasrallah ha avuto l’onore di veder chiamata con il suo nome dai venditori di datteri del Cairo la qualità più grossa fra quelle in commercio per il Ramadan. E non è un onore qualsiasi, visto che i datteri sono elemento fondamentale dell'alimentazione e della produzione agricola  e nel mese di Ramadan si trasformano, accompagnati da un bicchiere di latte, nel simbolo della rottura del digiuno. Tanto che la tradizione di dedicare la qualità migliore di datteri a qualcuno è considerato 'termometro del consenso' politico. Olmert e il suo governo, nelle loro riunioni, difficilmente si fermeranno a parlare di datteri e fuochi d’artificio, ma è proprio ascoltando la gente della strada che i politici potrebbero capire i loro errori.

Christian Elia

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