22/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



È morto il primo militare eschimese in Iraq, mentre la sicurezza resta fuori controllo
Billy Brown era un cacciatore di orsi bianchi e di balene in Alaska, un eschimese nativo, ma era anche un militare dell’esercito Statunitense. Il sergente Brown è stato messo a capo di un battaglione della Guardia Nazionale e spedito a combattere in Iraq, dove è morto ancor prima di raggiungere il fronte.
 
Cacciatore eschimeseFatalità. Aveva promesso di riportare a casa sani e salvi i suoi compagni, ma un banale incidente stradale lo ha costretto a tornare nel villaggio di Barrow a due passi dal circolo polare artico, in una bara, avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Secondo la tradizione eschimese il suo funerale è durato un giorno intero, durante il quale chiunque lo conoscesse ha potuto esprimere i suoi sentimenti per la prematura scomparsa del sergente, davanti alla fossa scavata nel permafrost. “Ma è davvero così disperata la nostra situazione in Medio Oriente da costringere i militari a raccattare qualche centinaio di eschimesi per mandarli a combattere nel deserto?” ha domandato durante la cerimonia un suo amico.
 
Il contingente dell'Alaska in IraqIl fondo del barile. Brown era un esperto di sopravvivenza artica, ma era stato spedito, insieme ad altri 650 nativi eschimesi ad addestrarsi per novanta giorni in una base nel Mississippi, per abituarsi alle torride temperature della Mesopotamia. A ucciderlo non è stato il caldo, bensì il carrello di un trattore che ha colpito il suo Humvee. Ma la sua vicenda dimostra, una volta di più, come l’esercito Usa in Iraq sia alle prese con una grave carenza di organico. La necessità di contenere la violenza ormai generalizzata nel Paese richiede l’invio di sempre più militari, ma le perdite tra i soldati statunitensi sono ingenti e, per rispettare gli obiettivi di reclutamento, l’esercito ha dovuto raschiare il fondo del barile: ha alzato l’età massima per arruolarsi, ha abbassato gli standard di istruzione richiesti e ha pure accettato reclute con precedenti penali.
 
Ptsd. Militari non adeguatamente preparati o costretti a turni di servizio troppo lunghi sono più esposti ai rischi e vulnerabili, oltre che più pericolosi per la popolazione civile. Sono ormai diversi i casi di eccidi compiuti, al di fuori delle regole di ingaggio, da soldati troppo stressati o inadatti a portare armi. Questa settimana, alcuni medici militari hanno rivelato alla televisione statunitense Cbs, che è diventata “prassi comune” rispedire al fronte i militari rimpatriati con la diagnosi di Stress Post Traumatico (Ptsd).
 
Categoria: Guerra, Popoli
Luogo: Stati Uniti