22/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Road to peace, la nuova canzone di Tom Waits, racconta una storia realmente accaduta
Mentre i politici continuano a parlare di road map tracciando la linea ideale di una strada per la pace, il conflitto israelo-palestinese va avanti tra attentati suicidi e aggressioni militari, e non sarà certo una canzone a fare quello che anni di tentate mediazioni non sono riusciti a realizzare. Quando però l'autore che affronta un tema così delicato è un cittadino statunitense e si chiama Tom Waits non può passare inosservato.
 
Tom WaitsRoad to peace fa parte dell’ultimo lavoro del cantautore californiano, Orphans: Brawlers, Bawlers and Bastards, un set di tre cd per un totale di 54 canzoni, di cui trenta inedite, in uscita il 17 novembre.
“Orphans è fatto di canzoni dure e tenere. Rumbe e sirene, tarantelle sugli insetti, madrigali sull’annegamento”, dice Waits. “Canzoni orfane impaurite e dirette, che parlano di estasi e di malinconia. Canzoni che sono cresciute in modo difficile. Canzoni di origini dubbie ritrovate dal destino crudele ed ora lasciate sole a desiderare qualcuno che si prenda cura di loro. Fate vedere che non avete paura e portatele a casa. Non mordono, hanno solo bisogno di attenzione”.
Anche questa volta, come due anni fa con la canzone Day after tomorrow, dell’album Real gone, Waits non nasconde le proprie perplessità nei confronti della guerra come le critiche verso la politica estera del proprio paese. Road to peace racconta una storia realmente accaduta.
 
La madre di Abdel Madi Shabneh mostra una foto del figlio11 giugno 2003. E' sera a Gerusalemme. Il bus 14/a arriva puntuale alla fermata di Jaffa street. Nel via vai di passeggeri, un ragazzo vestito alla maniera degli ebrei ortodossi. La corsa prosegue verso Mahane Yehuda, il più grande mercato all'aperto della città. Il ragazzo viene da Hebron, è uno studente di  appena 18 anni e si chiama Abdel Madi Shabneh. Il bus è ormai prossimo alla fermata di Mahane Yehuda, quando Abdel, gridando Dio è grande e Dio è giusto, si fa saltare in aria. L'esplosione provocherà 17 morti e circa 100 feriti.
Da parte israeliana l’attentato suicida viene visto come una risposta all’attacco del giorno precedente ad Abdel Aziz Rantisi, uno dei maggiori esponenti di Hamas, attacco che uccide cinque palestinesi, ma non Rantisi, che se la cava solo con ferite lievi.
 
Le vittime dell'attacco a RantisiMorte genera morte sulla strada per la pace. A un attentato palestinese corrisponde una rappresaglia israeliana, in una spirale di morte che sembra non arrestarsi mai. Un Tom Waits indignato va oltre e si chiede dove siano Abu Mazen e Sharon, persi sulla strada per la pace, dove sia George W. Bush, signore dello scacchiere mondiale del potere, gioca a scacchi, lontano diecimila miglia dalla strada per la pace. Ma se Dio è grande e Dio è giusto, dice Waits, con qualsiasi nome lo si voglia chiamare, forse anche lui è in viaggio, si è perso e ha bisogno di tutto il nostro aiuto, sulla strada per la pace.
 
 

Stanislao Cuzzocrea

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