L'Honduras ospita l'Isola dei famosi, che ignora i tanti problemi di uno dei paesi più poveri al mondo

Massimo Ceccherini ha bestemmiato in diretta ed è stato espulso dall’Isola dei
famosi, il reality di Rai Due condotto da Simona Ventura, per aver “offeso il
sentimento religioso, diritto fondamentale della persona”. In Italia è scoppiato
lo scandalo e si è accesa la polemica. Ma, considerando che quel multimilionario
programma si svolge in uno dei paesi più poveri del mondo, il vero scandalo non
è il silenzio e l’indifferenza con le quali viene ‘usato’ quel paradiso naturale
in cui la gente muore ogni giorno per fame e violenza?
Tutta la verità. L’Honduras è un paese dove oltre la metà della gente vive sotto la soglia di
povertà. "Ha un’economia assolutamente dipendente dagli Stati Uniti e un altissimo
livello di disoccupazione", come riporta il sito della Cia, che lo definisce "uno
dei paesi più poveri dell’emisfero occidentale, con un distribuzione dei redditi
straordinariamente iniqua".
Come scritto nel il sito web del programma Rai, l’Honduras era governato nel
2002 da Ricardo Maduro che incrementò “fin da subito gli organici della polizia
e delle forze armate per contrastare le attività criminali (sequestro di persona
e bande giovanili) che affliggono le città”. Peccato, che siano proprio le forze
dell'ordine a seminare spesso il terrore fra la gente, sotto gli occhi di un governo
(quello di Manuel Zelaya Rosales, eletto nel gennaio 2006) troppo distratto.
Un caso che parla per tutti. Detenzioni di massa, violazioni di domicilio e torture è quanto ha denunciato
il Comitato dei familiari dei detenuti e scomparsi in Honduras. Fatti che da giugno
avvengono regolarmente nella zona agricola della Valle del Sico e a Paulaya. A
compierli poliziotti e militari che avrebbero abusato del sistema giudiziario,
presentando prove montate solo per incastrare degli innocenti. Il tutto per dissuadere
la gente a riunirsi in organizzazioni sociali e comunitarie che rafforzano i contadini,
dando loro coscienza di diritti e rivendicazioni.
La zona è abitata, infatti, da famiglie che, grazie a proteste e continui ricorsi,
hanno beneficiato delle riforme agrarie destinate agli affiliati dell’Associazione
nazionale dei contadini dell’Honduras e alla Centrale nazionale dei lavoratori
del campo.
Armati e a viso coperto. Al Comitato si sono rivolti gli abitanti dei villaggi presentando testimonianze
di fatti gravi: blitz di soldati incappucciati che hanno distrutto e picchiato
chiunque si parasse loro davanti.
In particolare, emerge la brutalità di quanto avvenuto l’8 giugno scorso: pattuglie
di militari in elicottero e squadroni di poliziotti accompagnati da uomini in
divisa non meglio identificati e armati fino ai denti sono piombati sulle comunità
di Sico e Paulaya. Nonostante portassero tutti un cappuccio nero integrale, sono
stati identificati come uomini del XV battaglione di fanteria. Al comando l’ufficiale
di polizia Dorian Sovalbarro.
Senza pietà. Erano circa 90. Sono entrati nelle case, sfondando le porte. Chi sparava in
aria, chi usava il calcio del fucile per sferrare colpi a destra e a manca. Donne,
vecchi e bambini sono stati feriti, senza alcuna distinzione. La scusa è che stavano
cercando ladri di bestiame e narcotrafficanti.
Tutti gli uomini sono stati radunati in piazza e obbligati a sdraiarsi a pancia
in giù. Mentre venivano interrogati, c’era chi li colpiva e chi simulare un’esecuzione
di massa, minacciandoli di tagliare loro la testa. Quindi ne hanno presi 13 senza
una ragione plausibile e li hanno rinchiusi nel presidio de Tujillo, a Colon.
Qualcosa di poco serio. Il Comitato ha denunciato l’accaduto e sollecitato la comunità nazionale e internazionale
a far pressione sulle istituzioni, affinché assicurino indagini complete e imparziali.
A farne le spese da mesi sono centinaia di persone per le quali il diritto all’integrità,
alla libertà e alla vita sono miraggi. Quei contadini sono ancora in prigione
e unanime si alza la richiesta di scarcerazione. La Costituzione dell’Honduras
e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sono diventate carta straccia,
così come tutti gli accordi internazionali che il governo si precipita a firmare.
Eppure, questo e tutto il resto che ogni giorno avviene laggiù viene assolutamente
sottaciuto, tanto che il sito web dell'Isola dei famosi riporta informazioni minime
e ferme al 2002. Un’occasione sprecata per fare di un reality qualcosa di serio.