25/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Molti giovani cileni non vogliono più essere obbligati a fare il servizio di leva
Striscione di manifestanti con scritto: 'Il miglior esercito è quello che non esiste'Sono sempre di più i giovani che rifiutano l’uso delle armi e non vogliono fare il servizio militare. La conferma arriva dal Cile, paese che negli ultimi anni ha stanziato fondi notevoli per acquisti d’armamenti. Venti ragazzi sono stati ricevuti dalle autorità al palazzo de La Moneda, nella capitale Santiago, si sono dichiarati pubblicamente obiettori di coscienza e hanno cercato di esporre i motivi della loro scelta.
 
No alla guerraObiezione di coscienza. Nel paese sud-americano svolgere il servizio militare è ancora oggi obbligatorio. Nonostante questo, da più di dieci anni la Red Cilena de Objecion de Conciencia si batte affinché sia applicato a tutti gli effetti l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che si riferisce, appunto, all’obiezione di coscienza. La Red de Objecion de Conciencia si occupa anche di assistere legalmente (e gratuitamente) durante i processi tutti i giovani che si dichiarano obiettori.
Qualcosa, comunque, si è fatto,nonostante la dura opposizione dei senatori di destra, che l’anno scorso hanno di fatto bloccato (dopo l’approvazione alla camera dei deputati) l’obiezione di coscienza all’interno del progetto di riforma del Servicio Militar Obligatorio. Esiste un progetto di legge, voluto da Michelle Bachelet, che riconosce l’obiezione di coscienza come principio legittimo per rifiutare il servizio militare. Il progetto è ampio e innovativo e prevede, fra l’altro, che il servizio militare sia sostituito dal Servicio Ciudadano Social Alternativo (il servizio civile), da compiere, secondo quanto dichiarato da la Red de Objecion de Conciencia, presso organizzazioni sociali che lavorano sul territorio. Non solo. Lo scopo del servizio civile sarà quello di riuscire a risolvere i problemi che lo Stato non risolve o nei quali il suo apporto risulta inefficiente.
 
Per la pace, no al militarismoI commenti da La Red. “Proponiamo un modo diverso di servire il paese – dichiara Luis Venegas, coordinatore de la Red – un metodo non violento, basato sull’effettivo rispetto dei diritti umani. E’, il nostro, un modo di difendersi per il quale non servono armi. Basta guardare quello che accade nelle guerre che si stanno combattendo oggi per capire che le armi non servono a risolvere i problemi”. L’obiezione di coscienza è un diritto riconosciuto in quasi cento paesi nel mondo e un argomento di discussione continua in molti altri. Anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha fatto appello in molte occasioni a tutti i paesi membri affinché riconoscano questo diritto. “La violenza genera violenza - dice ancora Venegas - e non risolve i conflitti”. Nel frattempo, pare che nella città di Concepcion ci siano almeno una cinquantina di ragazzi pronti a dire no al servizio di leva già da questa settimana. Per loro, come per i venti ragazzi che davanti alle autorità hanno voluto esprimere il loro disaccordo sull'uso delle armi, sulla guerra e sulla violenza, la Red de Objecion de Conciencia si augura un’esclusione da eventuali processi, e che il progetto di legge passi al più presto, in modo che centinaia di ragazzi cileni non si vedano negato un diritto.

Alessandro Grandi

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