stampa
invia
L’inchiesta. Il portavoce del Tesoro non ha specificato la situazione dei singoli casi, ma
ha confermato che il dipartimento sta cercando di vederci chiaro. Secondo il sistema
messo in piedi dagli Usa, i cittadini americani non possono impegnarsi in una
transazione economica o nella fornitura di un servizio all’Iran, a meno che non
abbiano ottenuto un permesso speciale dall’Ufficio per il controllo dei beni stranieri.
Nelle ultime settimane, funzionari del Tesoro hanno iniziato a contattare i cestisti
statunitensi in Iran, chiedendo delucidazioni sul tipo di contratto che avevano
firmato e su chi negli Usa aveva fatto da mediatore. Un consulente iraniano per
le squadre del campionato nazionale ha detto alla Bbc che i giocatori non immaginavano
di violare nessun embargo. E secondo i critici, la legge statunitense sulle sanzioni,
se seguita alla lettera, impedirebbe qualunque contatto economico tra statunitensi
e iraniani, anche una semplice ripetizione di inglese tenuta da uno studente Usa
in Iran.
Diplomazia del basket. In Iran il campionato di basket è piuttosto popolare, per quanto di basso livello,
e negli ultimi anni vi avevano preso parte in modo crescente anche cestisti statunitensi
di secondo piano, che girano il mondo alla ricerca di un ingaggio anche modesto,
pur di trovare una squadra. In un periodo di crescenti frizioni tra Iran e Stati
Uniti, la presenza di questi ragazzi è considerata da molti un esempio di come
si possano superare le controversie politiche, dalla rivoluzione khomeinista alla
questione del nucleare. L’anno scorso, 20 cestisti statunitensi hanno preso parte
al campionato iraniano. Ma già in questa stagione ne sono rimasti solo due. Per
atleti di questo livello, 50mila dollari di multa possono rappresentare lo stipendio
di un campionato. Facile prevedere che, il prossimo anno, le partite saranno un
affare tra iraniani.Alessandro Ursic