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Verso il referendum. La scadenza elettorale si avvicina: il 28 e il 29 ottobre il popolo serbo sarà chiamato alle urne per approvare la nuova Costituzione varata dal Parlamento il 28 settembre scorso, con i voti favorevoli di tutti i 242 deputati presenti in aula. Il processo costituzionale era fermo al dicembre 2000, quando il regime di Milosevic venne rovesciato e, da allora, si attendeva una riforma.Il passaggio che fa più discutere della nuova Legge fondamentale è il preambolo, dove si sottolinea che “a partire dalla tradizione statale del popolo serbo e dall’uguaglianza di tutti i cittadini e delle comunità etniche in Serbia, a partire anche dal fatto che la provincia di Kosovo e Metohjia (come la chiamano i serbi per i quali Kosovo significa "Campo del merlo" e Metohjia significa "Patrimonio della Chiesa", perché il territorio apparteneva alla Chiesa Greco-ortodossa) è parte integrante del territorio della Serbia, che gode dello stato di autonomia sostanziale nel quadro dello stato sovrano della Serbia e che da tale condizione seguono gli obblighi costituzionali di tutti gli organi statali di rispettare e difendere gli interessi della Serbia in Kosovo e Metohjia”. Sembra un requiem per i colloqui in corso a Vienna dove le Nazioni Unite, che di fatto governano il Kosovo dalla fine della guerra nel 1999, stanno tentando di trovare una soluzione entro la fine del 2006 per lo status della provincia. “E’ una decisione unilaterale. Non credo che sarà un ostacolo per le discussioni sullo statuto”, ha minimizzato Lurfi Haziri, vice primo ministro del Kosovo, “anche se la Costituzione serba creerà dei problemi per la normalizzazione delle relazioni tra un Kosovo indipendente e la Serbia”.
Minoranze garantite, ma sul piede di guerra. Kostunica, per rasserenare la comunità internazionale, ha sottolineato come la Costituzione rispetti tutti i parametri europei per il riconoscimento delle autonomie locali e come sancisce la specificità delle situazioni del Kosovo (dove la maggioranza della popolazione è albanese) e della Vojvodina, che ha una comunità ungherese pari a circa il 3,5 percento della popolazione della Serbia. Ma le minoranze accusano il testo di essere stato elaborato senza un dibattito pubblico e criticano l’inserimento nel preambolo del riferimento al Kosovo. Gli albanesi hanno già dichiarato che boicotteranno il voto, mentre i leader della comunità ungherese hanno lasciato libertà di scelta ai cittadini e infine i rappresentanti della lista per il Sangiaccato, partito dei bosgnacchi, ha invitato i suoi sostenitori a votare per l’approvazione. I bosgnacchi sono i discendenti di indigeni convertiti all'Islam durante il periodo Ottomano della Bosnia, che si caratterizzano per il loro legame alla regione storica della Bosnia, la loro tradizionale adesione all'Islam e la loro comune lingua e cultura.La situazione è al momento molto fluida. Quasi sicuramente la Costituzione verrà approvata, ma resta da vedere come potrà sovrapporsi al negoziato sul Kosovo. La Serbia ha già visto allontanarsi il Montenegro, dopo il referendum del maggio scorso, e non può permettersi di perdere anche il Kosovo, che ha un valore unico storico – religioso per la cultura serbo – ortodossa. Allo stesso tempo, gli albanesi kosovari hanno sempre fatto capire che non accetteranno nulla meno dell’indipendenza. La situazione non sembra presagire nulla di buono.
Christian Elia