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Legge voluta dalla Casa Bianca. Il Military Commissions Act è stato approvato a larga maggioranza dal Congresso a fine settembre, dopo la
pressione della Casa Bianca. Da una parte, la legge protegge i detenuti da un
trattamento “crudele e inumano” durante gli interrogatori, dall’altra però impedisce
loro di ricorrere alle corti federali contro la loro detenzione. Verranno così
annullati gli effetti del pronunciamento della Corte Suprema, che riconosceva
il diritto dei detenuti di Guantanamo di accedere alle corti federali, secondo
le leggi esistenti. Solo che ora le leggi sono cambiate. Con la firma presidenziale
sul Military Commissions Act, potranno così ricominciare i processi militari e solo quelli.
Rischio di abusi. E’ controversa anche la parte riguardante gli interrogatori. La legge concede
al presidente il potere di “interpretare il significato e l’applicazione” degli
standard internazionali riguardo al trattamento dei prigionieri, cioè le convenzioni
di Ginevra. Secondo la Casa Bianca, l’Act proteggerà i detenuti da stupri e torture. Ma i gruppi per i diritti umani sostengono
che la nuova legge darà mano libera, con consenso presidenziale, a tecniche di
interrogatorio che costituiscono abusi, come la privazione del sonno, le minacce
di annegamento e la custodia dei detenuti recalcitranti in celle gelide. Alessandro Ursic