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Un ayatollah controverso. Boroujerdi è stato arrestato,
nella sua casa alla porte di Teheran, l’8 ottobre scorso. Gli agenti dei corpi
speciali della polizia iraniana hanno fatto irruzione utilizzando il gas
lacrimogeno, dopo essersi scontrati con i seguaci di Boroujerdi che si erano
schierati attorno alla sua abitazione. Assieme a lui sono stati arrestati la
moglie, i figli e decine di seguaci. Le maniere forti della polizia iraniana
potrebbero indurre a credere che Boroujerdi sia un pericoloso terrorista o un
boss della criminalità organizzata. Niente di tutto questo: è un ayatollah, un
sapiente religioso. Una guida spirituale nel Paese dove gli ayatollah sono al
potere dal 1979, quando il più importante di loro, l’ayatollah Khomeini, ha
guidato la rivoluzione contro lo scià di Persia. Ma Boroujerdi si opponeva
proprio a questo e i suoi sermoni, tenuti per i suoi seguaci nei sobborghi
della tentacolare capitale iraniana, erano vere e proprie bordate contro
l’establishment teocratico al potere. Secondo lui infatti, la sovrapposizione
tra il potere politico e la spiritualità religiosa sono il frutto di una
cattiva interpretazione dell’Islam.
Diatribe teologiche. Boroujerdi condanna la visione
dello sciismo nata con Khomeini. L’ayatollah rivoluzionario infatti impose la
sua concezione religiosa innovativa, che prevedeva una riforma del potere
temporale, rimpiazzandolo con un governo composto da fuqaha (plurale di faqih),
i giuristi, formato da ulema religiosi. Questa dottrina è conosciuta più
propriamente con il nome di wilayat al-faqih, l'amministrazione del
giurista, o meglio la leadership del giurista sulla società, che dà il titolo
anche all'opera più importare scritta da Khomeini.
Arrestare il dissenso. Ecco
quindi il motivo che ha portato all’arresto di Boroujerdi. E’ intuibile il
potere devastante di un messaggio di questo tipo in un Paese che basa tutto il
sistema del potere sulla fiducia cieca che il popolo deve riporre nell’operato
delle guide religiose. La polizia lo teneva d’occhio, ma fino a quando
predicava nei sobborghi di Teheran veniva ritenuto poco pericoloso. Solo che la tecnologia avanza, e i suoi
seguaci hanno cominciato a diffondere il suo messaggio su Internet, con
un’esponenziale acquisizione di consensi. Questo ha preoccupato il clero
iraniano che ha disposto per l’arresto dell’ayatollah Boroujerdi, con l’accusa
di essersi fatto venerare dai suoi discepoli come un santo e quindi compiendo
un reato di blasfemia. Anche se i seguaci dell’ayatollah incarcerato gli
riconoscono dei poteri taumaturgici, il vero problema per le autorità di
Teheran sembra essere il messaggio di Boroujerdi. Anche perché sono molti i
religiosi sciiti che condividono la visione dell’ayatollah tratto in arresto,
tra i quali anche Ali al-Sistani, che preferì rifugiarsi in Iraq proprio per le
differenti, rispetto a Khomeini, vedute politico – religiose. Christian Elia