12/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Arrestato un ayatollah che si oppone alla teocrazia
Mohammed Kazemeini Boroujerdi, fino a qualche giorno fa, non era conosciuto oltre la ristretta cerchia dei suoi adepti in Iran. Da qualche giorno i giornali, iraniani e internazionali, hanno reso la sua storia un caso internazionale.
 
donne sciite fedeli dell'ayatollah dissidente inscenano una protestaUn ayatollah controverso. Boroujerdi è stato arrestato, nella sua casa alla porte di Teheran, l’8 ottobre scorso. Gli agenti dei corpi speciali della polizia iraniana hanno fatto irruzione utilizzando il gas lacrimogeno, dopo essersi scontrati con i seguaci di Boroujerdi che si erano schierati attorno alla sua abitazione. Assieme a lui sono stati arrestati la moglie, i figli e decine di seguaci. Le maniere forti della polizia iraniana potrebbero indurre a credere che Boroujerdi sia un pericoloso terrorista o un boss della criminalità organizzata. Niente di tutto questo: è un ayatollah, un sapiente religioso. Una guida spirituale nel Paese dove gli ayatollah sono al potere dal 1979, quando il più importante di loro, l’ayatollah Khomeini, ha guidato la rivoluzione contro lo scià di Persia. Ma Boroujerdi si opponeva proprio a questo e i suoi sermoni, tenuti per i suoi seguaci nei sobborghi della tentacolare capitale iraniana, erano vere e proprie bordate contro l’establishment teocratico al potere. Secondo lui infatti, la sovrapposizione tra il potere politico e la spiritualità religiosa sono il frutto di una cattiva interpretazione dell’Islam.
 
immagini degli scontri a teheran tra la polizia e i seguaci dell'ayatollahDiatribe teologiche. Boroujerdi condanna la visione dello sciismo nata con Khomeini. L’ayatollah rivoluzionario infatti impose la sua concezione religiosa innovativa, che prevedeva una riforma del potere temporale, rimpiazzandolo con un governo composto da fuqaha (plurale di faqih), i giuristi, formato da ulema religiosi. Questa dottrina è conosciuta più propriamente con il nome di wilayat al-faqih, l'amministrazione del giurista, o meglio la leadership del giurista sulla società, che dà il titolo anche all'opera più importare scritta da Khomeini.
L'uso del termine faqih, giurista, invece di mujtahid o marja', la più alta autorità in temi di religione e giurisprudenza nello sciismo, sottolinea la volontà di Khomeini di mettere il fiqh (da cui deriva la parola faqih), giurisprudenza islamica, al centro del nuovo sistema legale e rendere il clero sciita l'autorità che si occupa di tutte le sfere del diritto.
Il punto centrale del nuovo approccio iraniano inaugurato da Khomeini derivava quindi dal cambio di scenario politico, che faceva sentire gli ayatollah in condizione tale da dovere e potere iniziare una nuova filosofia politica contrapposta a secoli di pensiero sciita non interventista nella vita politica dei paesi dove gli sciiti vivono.
 
i fedeli dell'ayatollah attorno alla sua casa per impedirne l'arrestoArrestare il dissenso. Ecco quindi il motivo che ha portato all’arresto di Boroujerdi. E’ intuibile il potere devastante di un messaggio di questo tipo in un Paese che basa tutto il sistema del potere sulla fiducia cieca che il popolo deve riporre nell’operato delle guide religiose. La polizia lo teneva d’occhio, ma fino a quando predicava nei sobborghi di Teheran veniva ritenuto poco pericoloso.  Solo che la tecnologia avanza, e i suoi seguaci hanno cominciato a diffondere il suo messaggio su Internet, con un’esponenziale acquisizione di consensi. Questo ha preoccupato il clero iraniano che ha disposto per l’arresto dell’ayatollah Boroujerdi, con l’accusa di essersi fatto venerare dai suoi discepoli come un santo e quindi compiendo un reato di blasfemia. Anche se i seguaci dell’ayatollah incarcerato gli riconoscono dei poteri taumaturgici, il vero problema per le autorità di Teheran sembra essere il messaggio di Boroujerdi. Anche perché sono molti i religiosi sciiti che condividono la visione dell’ayatollah tratto in arresto, tra i quali anche Ali al-Sistani, che preferì rifugiarsi in Iraq proprio per le differenti, rispetto a Khomeini, vedute politico – religiose. 

Christian Elia

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