Problemi su più fronti stanno tormentando lo stato del Bengala occidentale, in
India. Da un lato, lo sciopero generale per la vendita di centinaia di ettari
coltivabili ad una compagnia automobilistica. Dall'altro, la nascita di una nuova
formazione armata per l'indipendenza del Darjeeling.
Sciopero contro la Tata. Nella giornata di lunedì uno sciopero di 12 ore ha colpito
Calcutta, la capitale della regione, e altre zone limitrofe. La protesta è stata
indetta dal Congresso di Trinamool, il maggior partito di opposizione, contro
l'acquisizione di terreni agricoli da parte di una compagnia automobilistica.
Nel mirino dei manifestanti ci sarebbe il governo regionale, reo di aver accordato
il suo benestare alla transazione senza aver fornito un adeguato compenso ai proprietari
terrieri. Circa 400 ettari di suolo coltivabile sono finiti nella mani del colosso
automobilistico Tata Motors Ltd, che ci costruirà un nuovo impianto. "Lo sciopero
è totale e ha beneficiato del supporto spontaneo della gente," ha affermato Mukul
Roy, leader del Congresso di Trinamool. La maggior parte delle scuole e dei negozi
sono rimasti chiusi, mentre i dimostranti occupavano anche le ferrovie e qualche
ponte. In alcune zone si sono verificati scontri, che hanno portato all'arresto
di circa 7mila persone per "turbativa dell'ordine pubblico".
Nuovo fronte armato. Notizie preoccupanti arrivano anche dal distretto di Darjeeling,
nella parte orientale dello stato, dove si è costituita una nuova forza armata
che combatte per la separazione della regione dal Bengala occidentale e la creazione
di un nuovo stato di nome Gurkha. Il gruppo si chiama Fronte Rivoluzionario per
il Gurkha Unito (Ugrf), come riferisce il sovrintendente della polizia distrettuale
Rajesh Suvarna. A capo del gruppo, che secondo Suvarna avrebbe già collezionato
un numero rilevante di armi, c'è Ajay Dhahal, ex soldato che combatté negli anni
'80 per il Fronte Nazionale di Liberazione del Gurkha. La formazione fu attiva
per circa 7 anni fino ad ottenere un accordo con il governo indiano nel 1988 per
la creazione di un consiglio autonomo del Darjeeling. Il patto, tuttavia, non
soddisfece mai pienamente Dhahal, perché ritenuto un tradimento alle aspirazioni
di autonomia della regione. Ora, il Fronte rivoluzionario si pone come obiettivo
la completa separazione amministrativa del Darjeeling, anche attraverso l'uso
della violenza. La polizia distrettuale ha già avviato operazioni nella zona al
confine con il Nepal, mirate all'arresto degli attivisti armati. Al momento, secondo
Suvarna, non sembrano esserci legami con i ribelli maoisti nepalesi.