11/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La Germania dell'est è ancora oggi un passo indietro rispetto ai Laender dell'ovest
scritto per noi da
Alessandro Alviani
 
Wir sind ein Volk”, siamo un solo popolo, scandivano i tedeschi dell’est nelle manifestazioni di Dresda e Lipsia che portarono all’apertura delle frontiere e al crollo della Ddr. Era il 1989. Pochi mesi dopo scomparvero sia il Muro di Berlino sia la Germania dell’est, confluita nella Repubblica federale il 3 ottobre 1990. Cosa è rimasto di quello spirito, sedici anni dopo la riunificazione? La domanda nasce da un sondaggio appena diffuso dall’emittente tv N24, secondo cui il 74 percento dei tedeschi dell’est si sente ancora cittadini di serie B e solo il 26 percento si considera pienamente accettato.
 
La gioia tedesca dopo il crollo del Muro di BerlinoLe cifre del divario. Qualcosa, nel processo di ricostruzione di questo Paese, deve essere andato storto. Fa bene il ministro dei Trasporti e delegato del governo per l’est, Wolfgang Tiefensee, a mettere in guardia dall’“impressione che i problemi si possano risolvere in un batter d’occhio”. Ed è vero anche che molto è stato già fatto, come rivendicato dal cancelliere Angela Merkel. Ma diversi segnali lasciano intravedere che la strada che separa l’est dai livelli di sviluppo occidentali sia ancora lunga. Lo stesso Tiefensee parla di almeno 15 o 20 anni per colmarla. Un messaggio allarmante giunge dalle cifre sulla disoccupazione di settembre: nei cinque “nuovi” Laender che componevano la Ddr, i senza lavoro hanno raggiunto il 16,7 percento, quasi il doppio rispetto all’ovest (8,9 percento), con punte del 18,2 percento in Meclemburgo-Pomerania Occidentale. Praticamente il triplo delle locomotive del sud, Baviera e Baden-Wuerttemberg. Anche i salari restano decisamente più bassi rispetto a quelli occidentali. Secondo uno studio dell’istituto economico Ifo, ci vorranno ancora 55 anni affinché le regioni economicamente più forti dell’est raggiungano livelli di reddito pro capite simili a quelli delle aree più deboli dell’ovest.
 
Neonazisti tedeschi della NpdL’ascesa dei neonazisti. L’emigrazione interna, seppure in calo, non sembra fermarsi: per il 2005 il saldo migratorio parla di 49mila persone in meno nelle regioni orientali. Nel saldo tra emigrati e immigrati, dal 1990 a oggi la Germania dell’est ha già perso quasi un milione di persone. A partire verso l’ovest sono i più giovani e, tra questi, soprattutto le donne. C’è un intero tessuto sociale che rischia di sfibrarsi ulteriormente. Secondo alcuni commentatori tedeschi, la Germania si sta dividendo di nuovo. Ma stavolta la separazione corre tutta all’interno dell’est, tra regioni che crescono e altre che restano drammaticamente legate alle sovvenzioni statali. L’est sembra procedere oggi a due velocità: c’è l’est di Dresda, tornata ad essere un vivace centro culturale, e quello dei tanti paesini del Brandeburgo o del Meclemburgo-Pomerania Occidentale, in cui i giovani se ne vanno perché non trovano opportunità di lavoro, lasciando spazio ai neonazisti della Npd. Che, non a caso, sono stati votati anche perché sono riusciti a proporsi come forza sociale (e non solo politica) credibile. Durante la sua campagna elettorale in Meclemburgo, l’Npd ha organizzato decine di feste ed incontri ricreativi a cui hanno partecipato centinaia di famiglie coi loro bambini.
 
Gli aiuti. La situazione economica stenta a decollare, nonostante i programmi di aiuto, i cosiddetti “Patti di solidarietà 1 e 2”, che lo Stato e i Laender più ricchi portano avanti dal 1993 per sostenere lo sviluppo dell’est. Un’iniziativa che proseguirà almeno fino al 2019. Per quella data, saranno stati spesi in totale 251 miliardi di euro, più dell’intero Pil prodotto dall’Austria nel 2005. “Tuttavia - ha ammesso Tiefensee - a una sfilza di Laender riesce ancora difficile impiegare in modo corretto questi soldi”. All’orizzonte si prospetta intanto una svolta: le discussioni sulla seconda parte della riforma del federalismo, previste per l’autunno, prevedono di riconsiderare le relazioni finanziarie tra Stato e Laender e tra singoli Laender. Una Spada di Damocle sulla testa di un est che non è ancora autosufficiente.
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Germania