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La strada verso un accordo definitivo nell'Irlanda del Nord si è arricchita la scorsa settimana di due novità fondamentali: il rapporto dell'Independent Monitoring Commission, incaricata di vigilare sul processo di disarmo dell'Ira, e la parata finale del Royal Irish Regiment, battaglione britannico attivo a Belfast dagli anni '70.
Opportunità storica. La commissione indipendente ha concluso la settimana scorsa i suoi lavori, decretando
che la campagna militare dell'Ira (Irish republican army) è ormai terminata, in
seguito ad un 'cambiamento radicale' delle sue strutture e allo smantellamento
di alcune di esse. In sostanza, citando il rapporto, l'Ira 'non intende più ricorrere
alla violenza e non ha più la capacità di sostenere una campagna militare'. La
conclusione è foriera di importanti sviluppi politici. Salutata dal Primo ministro
Blair come un'opportunità unica per conseguire un accordo definitivo, ha ricevuto
commenti encomiastici anche dal ministro britannico per l'Irlanda del Nord, che
ha parlato di come i politici dell'Ulster possano adesso 'mettere davvero mano
al processo di cambiamento'. La speranza è che l'Ira possa in futuro diventare
un interlocutore politico al pari di Sinn Féin, che partecipa al nuovo Parlamento
nord-irlandese incaricato di nominare un esecutivo entro novembre. Sul fronte
protestante, la situazione è invece tutt'altro che positiva, in quanto - sempre
secondo la commissione - l'attività criminale e paramilitare è ancora molto diffusa
sia nell'Uff (Ulster freedom fighters) che nell'Uvf (Ulster volunteer force),
gruppi radicali lealisti.
Comincia il ritiro. La Commissione è stata istituita nel 2004 per promuovere la costituzione di
un governo stabile e inclusivo in un'Irlanda del Nord pacificata. Da allora il
suo lavoro si è sviluppato attraverso consultazioni, incontri e interviste con
varie categorie e organizzazioni sia in Ulster che in Eire, con partiti politici,
funzionari di governo, polizia, parrocchie, avvocati, giornalisti, vittime del
terrorismo e privati cittadini. Venerdì scorso, durante una parata militare tenutasi
per l'occasione, è cominciato il count-down per il ritiro di 3 mila soldati del
Royal Irish Regiment. Il battaglione di fanteria è il risultato della fusione
nel '92 di Royal Irish Rangers e Ulster Defence Regiment, due formazioni tra le
più esposte al terrorismo, che hanno annoverato militari operativi durante il
periodo dei cosiddetti 'Troubles', dagli anni '70 in poi, e contato tra le proprie
fila 264 vittime dell'Ira. Sessanta di questi sono stati assassinati una volta
terminata la carriera militare
La sfiducia dei mlitari britannici. Nonostante l'Ira sia oggi praticamente inattiva da un punto di vista militare,
l'addio alle armi per i soldati del Royal Irish Regiment costituirà comunque un
passaggio problematico: tra i soldati, alcuni dei quali diventarono delatori dei
paramilitari lealisti, sussistono timori e sfiducia. Trovare un lavoro alternativo
in Irlanda, terra di forte immigrazione dall'Est Europa, è spesso molto difficile.
Specialmente nei piccoli centri rurali, dove il programma di rilascio dei prigionieri
politici dell'Ira potrà creare problemi di convivenza. Essendo molto piccole,
le comunità miste (protestanti e cattolici) si conoscono tutte, e conoscono chi
- dall'una o dall'altra parte - ha ucciso un parente, un amico o un compagno d'armi.Luca Galassi