
Pare proprio che ci sia un nuovo membro nel ristretto
“Club della bomba atomica”. Dopo i cinque grandi (Usa, Russia, Cina, Gran
Bretagna, Francia) e i tre « membri di fatto » (India, Pakistan,
Israele), anche l’isolatissima e misteriosa Corea del Nord avrebbe effettuato
questa mattina il test nucleare che aveva annunciato la scorsa settimana e che
tanto scalpore e reazioni indignate aveva suscitato in tutto il mondo. L’evento si inserisce, tra l’altro, nelle
celebrazioni che in Corea del Nord si hanno per i nove anni di potere di Kim
Jong Il, detto il "caro leader". Dopo l’autoproclamazione a “potenza
nucleare” della Corea del Nord nel febbraio 2005, quello odierno costituisce la
prima vera conferma che questa nazione possiede “la bomba”.
Secondo gli organi di informazione del governo di
Pyongyang, "la sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un
test atomico sotterraneo il 9 ottobre". A confermare la notizia, una
scossa di magnitudo 3,58 gradi sulla scala Richter registrata in Corea del Nord
dai servizi d'intelligence sudcoreani. Per ora, le uniche conferme di quanto è
successo si hanno dalle dichiarazioni nordcoreane e dalla scossa tellurica: è
indispensabile, perciò, esercitare ancora un po’ di cautela. La bomba si può
sicuramente catalogare, dai dati sulla sua potenza, fra le bombe atomiche di
tipo “A”, cioè utilizzanti uranio o plutonio come esplosivo, analoghe alle
atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Non si tratta perciò di una bomba
termonucleare, o bomba H. Il test atomico sotterraneo, effettuato nei pressi di
Kiljiu, nel nord del paese, non avrebbe
causato fuoriuscite radioattive, come
viene confermato anche dai sistemi di rilevamento della radioattività
situati in Giappone e in Corea del Sud, che non rilevano anomalie di alcun
tipo. L'agenzia centrale nordcoreana aggiunge: "il test nucleare è un
evento storico che ha portato felicità all'esercito e alla popolazione.
L'esperimento atomico contribuirà a mantenere la pace e la stabilità nella
penisola coreana".

Di tutt’altro avviso sono, in pratica, i governi di tutto
il mondo. Reazioni indignate si hanno in queste ore non soltanto da Usa,
Giappone, Gran Bretagna e Corea del Sud, ma anche dalla Cina, il principale
appoggio della Corea del Nord a livello internazionale. La Cina infatti "condanna fermamente" il
test nucleare effettuato oggi dalla Corea del Nord. In una breve nota, il
ministero degli Esteri cinese sottolinea che la Corea del Nord ha ignorato
"l'opposizione di tutta la comunità internazionale" e definisce
"oltraggiosa" la decisione di procedere col test. Il ministero
ribadisce che la Cina ha l'obiettivo di "eliminare le armi nucleari dalla
penisola coreana" e "invita con forza" Pyongyang a
"mantenere fede ai suoi impegni sulla non-proliferazione".
Persino l’India, che pure ha proditoriamente effettuato a
partire dagli anni Settanta test analoghi a quello nord-coreano, esprime
«preoccupazione e condanna» .
Si preannuncia una nuova risoluzione unanime di condanna
da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nonché l’adozione di misure
sanzionatrici, quali ad esempio la sospensione degli aiuti umanitari al
« disgraziato paese ». Lo stesso Consiglio di Sicurezza aveva – un
paio di giorni fa – già avvertito la Corea del Nord che un test atomico avrebbe
portato a gravi conseguenze, e l’aveva invitata a sospendere gli esperimenti e
a riprendere i negoziati sul disarmo.
Dopo diversi mesi di stasi nei negoziati a sei per il disarmo della
penisola (le due Coree, Usa, Russia, Cina e Giappone), la Corea del Nord ha
deciso dunque di effettuare un vero e proprio salto nel buio. Uno dei pochi
stati a non aver sottoscritto il trattato di non-proliferazione nucleare, la
Corea del Nord decide di buttare sul piatto del gioco una puntata davvero
pesante ed esplosiva, anche se, giova sempre ricordarlo, la potenza militare e
nucleare a bordo di una sola portaerei statunitense supera di gran lunga quello
di cui i nordcoreani potranno dotarsi.
Non si può che condannare l’atto della Corea del Nord, ribadendo
tuttavia la nostra ferma opposizione alle armi atomiche in generale, qualunque
sia la nazione che le possegga. Non esistono armi atomiche «buone» o «cattive»:
certo è che, con quest’atto, la Corea del Nord si esporrà ad inevitabili
rappresaglie e ancora una volta, come spesso accade, a pagarne le conseguenze
sarà la popolazione civile, alla quale verrà a mancare l’ancora di salvezza
degli aiuti internazionali. Da questi aiuti, infatti, il governo nordcoreano
dipende largamente per alimentare i 23 milioni di abitanti del paese, la cui
situazione si è fatta ancora più critica dopo le inondazioni dello scorso
luglio. La bomba atomica nordcoreana, pertanto, si tradurrà inevitabilmente
nell’aumento delle morti per fame e malattie nella sua popolazione, ulteriore
esempio di quale sia la «ricaduta» delle avventure militari, da chiunque
vengano intraprese.