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I favoriti. L’accordo di pace è stato firmato il 15 agosto 2005, per questo Ahtisaari era
stato considerato già l’anno scorso. Le agenzie di scommesse (straniere, vietate
in Italia) che accettano puntate sul vincitore, assegnano le quote più basse a
chi si è impegnato per la pace nella regione indonesiana. Paddy Power dà Yudhoyono a 3, Ahtisaari a 5. Centrebet mette in ordine il finlandese, l’ex generale indonesiano e i ribelli. In seconda
fila, Paddy Power propone Bob Geldof a 7 e Bono a 10, i due cantanti che già l’anno scorso erano
tra i favoriti per la loro campagna terzomondista “Make poverty history”. Altri
papabili premi Nobel potrebbero essere due attivisti per i diritti umani, l’uigura
Rebiya Kadeer che rappresenta la regione cinese musulmana dello Xinjiang, e il
bielorusso Aliaksandr Bialiats. Considerate anche l’avvocatessa cecena Lida Yusupova
e il procuratore del Tribunale penale internazionale Carla Del Ponte.
La segretezza delle scelte. Ma già qui si entra nel campo delle supposizioni. I cinque membri del Comitato
norvegese che assegna il Nobel per la pace sono tenuti alla segretezza totale,
e non hanno l’abitudine di rendere pubblici i motivi delle loro scelte. Il tam
tam dei favoriti si forma così grazie alle indiscrezioni degli esperti, ma può
significare poco: l’anno scorso, fino a qualche giorno prima El Baradei veniva
dato vincitore a 23, cioè una quota alta. E la segretezza dura fino a un certo
punto. Nel 2005, alla sera della vigilia, la tv pubblica norvegese azzeccò il
vincitore, e andò così anche nei due anni precedenti. Il Comitato, comunque, non
è neanche tenuto a far conoscere le nomination, che possono essere presentate
da ex vincitori del riconoscimento, professori universitari selezionati, giudici
internazionali, tutti i membri dei parlamenti nazionali. Qualcuno dei proponenti
rivela però la sua indicazione. Per quest’anno, si sa che sono stati nominati
anche l’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, e l’ambasciatore statunitense
all’Onu, John Bolton.Alessandro Ursic