06/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Incidenti in Bolivia fra minatori: 12 morti e oltre 50 feriti
Non solo Hoja de coca e scioperi di cocaleros fanno salire agli onori delle cronache la situazione in Bolivia. Violentissimi scontri avvenuti a Huanuni fra minatori, hanno causato la morte di almeno 12 persone e il ferimento di altre 50. Ma il bilancio è destinato a salire.
 
I feriti vengono soccorsiIn palio? La posta in palio è il controllo delle miniere di Huanuni e il diritto al lavoro. Da una parte ci sono i minatori  asalariados, i vecchi dipendenti delle miniere i quali hanno ancora stretti legami con lo stato, che li aveva assunti e che reclamano il diritto a lavorare. Dall’altra i cooperativistas i minatori assunti alla giornata, il cui costo del lavoro è di molto inferiore ma che allo stesso tempo devono portare a casa qualche soldo per campare.
E, nonostante facciano entrambi parte della cosiddetta classe operaia, da tempo si scontrano senza esclusione di colpi.
Dunque, al centro delle dispute ci sono i giacimenti di stagno. I lavoratori cooperativistas hanno tentato di prenderne possesso ma, inevitabilmente, si sono dovuti scontrare con i minatori statali che hanno cercato di resistere con ogni mezzo, facendo entrare in scena la violenza.
Come è avvenuto nella giornata di ieri dove, dopo le spranghe e i sassi, sono spuntate le pistole e i fucili e addirittura la dinamite. “E’ inammissibile questa guerra fra poveri” racconta Martin Iglesias responsabile dell’Osservatorio spontaneo e indipendente sulla regione andina, “Proprio in Bolivia dove c’è una grandissima tradizione sindacale e adesso è in atto uno scontro pesante. Potrebbe non essere solo il diritto al lavoro e il controllo dei giacimenti la causa degli scontri. Non sarebbe una novità”.
Le violenze inaspettate hanno gettato la popolazione civile, soprattutto le donne e i bambini nell’angoscia più profonda. Era da molto tempo che non si verificavano incidenti così cruenti nel Paese.
 
L'esercito entra a sedare la rissaLe reazioni. Álvaro García Linera, vice presidente della Bolivia, ha subito fatto sapere che sarà ufficializzata entro brevissimo tempo un indagine per capire cosa (o chi) effettivamente ci sia dietro questi scontri.
E intanto monta anche la polemica. I minatori durante la campagna elettorale per le presidenziali fecero sapere di essere disponibili ad appoggiare Evo Morales che avrebbe promesso di riformare e migliorare l’industria mineraria. A meno di un anno di distanza dall’elezione (votazione avvenuta nel dicembre 2005), ancora nulla è stato fatto e la delusione degli operai si fa sempre maggiore. Lo stesso Evo Morales ha fatto sapere che la situazione è inammissibile e ha parlato di guerra fratricida. Nelle ultime ore però la situazione sembra essere tornata sotto controllo grazie all’intervento della polizia e di alcuni battaglioni dell’esercito.

Alessandro Grandi

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